Afghanistan: condanna storica ai torturatori di una sposa bambina

Sahar Gul è stata picchiata per mesi in casa dell’uomo che era stata costretta a sposare, a soli 14 anni. La bambina ha ottenuto giustizia: i suoi torturatori sono stati condannati a 10 anni di carcere.

Sahar Gul è una delle prime donne alla quale è stata riconosciuta giustizia dopo le infinite torture e violenze subite in casa.

Il suo inferno è iniziato ad appena 14 anni: venduta dal fratello per pagare debiti di gioco e costretta al matrimonio con un soldato dell’esercito afghano. In casa del marito, per sei infiniti mesi la bambina ha subito torture e violenze di ogni tipo, fisiche, psicologiche e sessuali, ad opera di tutti i componenti uomini della famiglia.

La piccola è arrivata in ospedale in condizioni drammatiche: capelli e unghie strappati, lividi e ustioni su tutto il corpo, un dito tagliato. Era costretta a vivere in una cantina senza finestre, perennemente al buio: qui l’ha trovata la Polizia.

Ora i suoi torturatori sono stati condannati a dieci anni di carcere, ma il marito e il cognato sono riusciti a scappare prima che scattasse l’arresto. Sahar ha parzialmente ottenuto giustizia, grazie al giudice Sibghatullah Rasi, che ha deciso per una volta di rispettare i diritti delle donne. La bambina, però, teme che tra qualche anno i suoi torturatori possano uscire di prigione e cercare vendetta. Ecco perché vorrebbe ottenere un inasprimento della pena.

La sentenza costituisce comunque un grande successo: per la prima volta in Afghanistan vengono riconosciuti i diritti e la dignità di una donna, troppe volte calpestati nel Paese, e vengono giustamente puniti gli uomini. Di solito, invece, Governo, forze di sicurezza e Magistratura ignorano quanto avviene entro le mura domestiche, dove non sono rari casi di torture e violenze subite dalla popolazione femminile.

Molte sono le associazioni internazionali che si occupano dei diritti violati delle donne in Afghanistan. La vittoria in tribunale di Sahar è arrivata proprio grazie all’impegno di Nurdschahan Akbar e della sua associazione, che ha creato il caso mediatico e che si impegnerà affinchè la bambina possa studiare. Purtroppo, solo solo il 13% delle donne afghane sa leggere e scrivere, perchè nonostante le leggi, alla maggior parte di loro non è loro concesso nemmeno andare a scuola.

http://www.net1news.org/afghanistan-condanna-storica-ai-torturatori-di-sposa-bambina.html



        

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