Ceccardi in pressing sulla UE: “Intitolare una sala alla Fallaci”

Dal “pratone” di Pontida Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, lancia una proposta rivolta a tutta l’Europa: ricordare Oriana Fallaci.

“Durante il mio mandato come sindaco di Cascina – spiega – ho fortemente voluto dedicare una piazza a questa grande donna per onorarne la memoria, la vita e le opere. Mi auguro che tutti i nostri amministratori possano fare lo stesso nei loro comuni di appartenenza”. Ma la Ceccardi va oltre: “Come donna, come toscana e come leghista impegnerò tutte le mie forze affinché l’Europa riconosca la lungimiranza politica e culturale di Oriana Fallaci. In tempi bui e di terrore come quelli che stiamo vivendo una piazza dedicata alla Fallaci è un segnale di resistenza culturale a difesa delle nostre radici e della nostra libertà“.

In tal senso Ceccardi ha presentato un’interrogazione, alla Commissione Ue, in cui chiede l’intitolazione alla Fallaci di una sala del Parlamento europeo.

La Fallaci, ricorda l’europarlamentare, “ci lasciava proprio il 15 settembre di tredici anni fa. Oggi, a più di dieci anni dalla scomparsa di questa grande giornalista italiana, abbiamo voluto ricordare sul prato di Pontida la figura di una donna coraggiosa, orgogliosa, libera. Dopo il terribile attentato terroristico dell’11 settembre 2001, Oriana Fallaci si scagliò prima di tutti, senza remore né timori, contro i rischi del fondamentalismo islamico“.

“Nei suoi ultimi scritti – prosegue Ceccardi – Oriana sottolineava la debolezza di una classe politica incapace di fare scelte coraggiose in grado di tutelare le libertà ed i diritti dei popoli occidentali, i rischi di una accoglienza senza regole, l’incapacità dell’Unione Europea di difendere le nostre radici culturali e le nostre tradizioni. La Fallaci ha pagato un caro prezzo per aver detto ciò che pensano molti di noi”.

“Ad oggi – conclude Susanna Ceccardi – con l’insediamento di uno dei governi più a sinistra della storia della Repubblica, nato a Bruxelles per eseguire diligentemente i diktat dei funzionari europei, il pericolo che denunciava Oriana Fallaci è ancora attuale ed incombente. Perché vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare un obbligo: grazie Oriana noi non taceremo e non ci arrenderemo mai”.

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