Interviste ad Ayaan Hirsi Ali |
| Scritto il 10/03/09 alle 22:18:29 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Ayaan Hirsi Ali, islamica di origini somale, esiliata in America sull'Attualità: Islam e Occidente (Traduzione e forte sintesi) Parte 1) La bomba di Hiroshima è niente in rapporto a questa [che sta preparando l'Iran]. Una persona come il Presidente Ahmadinejad è in grado di costruire questo ordigno [più letale di quello di Hiroshima] e lo userà. Egli ha dichiarato la sua posizione in merito ad Israele. Egli [Ahmadienjad] è molto simile ad Hitler: va nella sua stessa direzione. L'Occidente ha deciso di negoziare con lui: 'vediamo cosa vuole' [ma egli ha mire inflessibili]. Molte persone islamiche credono che la vita nell'Aldilà sarà meglio di questa: perciò molte persone islamiche, anche se non tutte, dicono benvenuta alla morte. Gli europei hanno viaggiato, osservato gli altri popoli, pensato 'vediamo cosa possiamo imparare di buono' e, tornati a Casa, hanno inserito queste conoscenze nella loro Cultura. Gli islamici pensano che hanno da imparare niente da nessuno, e che tutti gli insegnamenti da sapere sono inclusi nell'Islam, quello del passato. Nessun progresso è possibile. La mia positività risiede nella fede che ho in quella minoranza di individui [islamici] che sono stati in contatto con l'Occidente, e che vedono che c'è bisogno di una riforma islamica; se nessuno si rende conto che c'è qualcosa da cambiare, come è il caso dei fondamentalisti che credono che Mohammad sia un esempio perfetto di vita, e se Paesi come l'Iran, la Turchia e l'Egitto, si dotano dell'arma atomica, come in effetti vogliono fare, con l'intenzione di usarla, noi tutti, in Occidente, dovremo vivere tempi terribili. Se si guarda al progresso che ha fatto l'Occidente, si vede anche la consapevolezza che è stata acquisita in merito alla pericolosità della armi di distruzione di massa. Ma per il mondo islamico le cose stanno diversamente [essi hanno ancora mire di conquista e/o distruzione]. La realtà è che gli islamici sono solo un quinto della popolazione mondiale, la quale è composta di [cosiddetti] nemici dell'Islam [secondo gli islamici], come la Russia, la Cina e l'Occidente. Spero che sul lungo termine questa minoranza si renderà conto dell'assurdità dell'idea di uccidere tutti gli altri [non-islamici], e farsi uccidere, per via di quell'Aldilà promesso nell'Islam. A corto termine però, la situazione attuale fa mal sperare. Parte 2) La percezione occidentale dell'Islam è che è una Religione di pace. C'è bisogno che i religiosi e capi politici riconoscano che l'Islam ha bisogno di una riforma, e che non è pace. Gente occidentalizzata può cercare di riformare l'Islam: [da parte di noi islamici] va riconosciuto che siamo esseri umani, e che va perseguito il bene dell'[intera] umanità. A questo proposito bisogna vedere se gli islamici preferiscono morire per idee fanatiche di fondamentalismo islamico o se preferiscono partecipare a quel progetto che si chiama Umanesimo. Negli Stati Uniti e in Europa sono stati fatti due errori: dichiarare guerra al Terrore, invece che all'ideologia che soggiace a quello che è solo uno strumento di diffusione [gli attentati]; e credere che se si dà agli islamici quello che vogliono, se si cede alle loro richieste, allora loro saranno meno violenti con noi, ma questo non accadrà mai. In merito a questi due errori, e in merito alla realizzazione del fatto che l'Islam è in effetti un'ideologia da combattere, non che gli islamici in sé siano da combattere, l'America si sta svegliando più velocemente dell'Europa. Per qualsiasi politico è difficile prendere decisioni di entrare in guerra [contro l'Islam]. Sono decisioni impopolari. L'America sembra più coraggiosa in questo senso. L'Europa deve prendere la stessa decisione [di combattere l'Islam], o va verso l'auto-distruzione. Lo dico in vista della strada che sta prendendo l'Iran. |
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