IMMIGRATI BRAVA GENTE: afghano 8 giorni in ostaggio in locale kebab |
| Scritto il 11/03/09 alle 17:06:13 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Mi hanno torturato ero sicuro di morire. L'uomo era disidratato e in condizioni fisiche precarie. Gli agenti hanno fatto irruzione nel locale di viale Trastevere, ieri pomeriggio. In manette quattro persone, tra cui un simpatizzante del Pkk. Per liberarlo avevano chiesto un riscatto 20mila euro Roma, 10 mar. - (Adnkronos/Ign) - E' stato tenuto otto giorni al buio, chiuso prima in una cella frigorifera spenta poi in uno stanzino di un metro per un metro e mezzo, l'afghano di 34 anni sequestrato da tre turchi e un curdo, e liberato ieri nel corso di un blitz della Squadra Mobile di Roma. L'uomo era tenuto nel sottoscala ricavato nel retro del kebab 'Marmara' di viale Trastevere 51 a Roma. Veniva fatto uscire solo due volte al giorno per mangiare e per telefonare ai suoi famigliari in Germania a cui era stato chiesto un riscatto di 20mila euro. All'arrivo della polizia l'afghano è stato trovato disidratato e in stato di choc. In manette con l'accusa di sequestro a scopo di estorsione sono finite quattro persone, tutti senza precedenti e rifugiati politici in Italia: S. M., curdo di 20 anni, K. A., 35 anni, S. M., 29 anni, e A. N., di 34 anni, proprietario del locale. Secondo le prime informazioni rilasciate dalla polizia tedesca, uno dei quattro sarebbe un simpatizzante del Pkk. A quanto riferito durante la conferenza stampa in Questura dal direttore della Sezione Crimine organizzato della Squadra Mobile capitolina, Luca Armeni, si tratterebbe di S.M. Un'ipotesi ancora da verificare, ha tenuto però a precisare Armeni. ''Pensavo che mi avrebbero ucciso, pensavo che non ne sarei uscito vivo. Mi chiedevano 20mila euro ma sapevano che io non avevo soldi'', ha detto l'afghano. Durante i primi due giorni di sequestro il 34enne era stato tenuto in una cella frigorifera spenta e, secondo il suo racconto, era stato torturato con scariche di corrente elettrica, poi era stato trasferito nello sgabuzzino e immobilizzato. Dopo qualche giorno l'afghano, non sentendo rumori e credendo di essere solo nel locale, aveva provato a urlare, aveva provato a fuggire. Per quel tentativo di ribellione, i suoi rapitori lo avevano punito: lo avevano picchiato e bagnato con acqua gelida e richiuso di nuovo nel sottoscala. Il video http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=3.0.3088652082 http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3088572690 |
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