ROM BRAVA GENTE: non sa elemosinare, torture a bimba di 5 anni |
| Scritto il 16/03/09 alle 00:17:33 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
le inserirono la mano sinistra in una stufa a legna con il fuoco acceso Un segno indelebile sul corpo, ma anche nell’anima. Una cicatrice da bruciatura sulla mano di una bambina rom per vendetta. Costretta a elemosinare per strada sotto le minacce continue di una coppia di slavi, non aveva portato molti soldi e così era stata punita in modo atroce. Ma ora i responsabili di tanta cattiveria sono dietro le sbarre grazie a un’indagine della polizia e al coraggio della piccola, che li ha denunciati. Per tremila euro “comprarono” da un’altra coppia Rom una bambina di 5 anni e, considerandola come un oggetto, l’avevano ridotta in uno stato di prostrazione fisica e mentale da brividi. Al punto che la piccola, che nel frattempo è cresciuta e da poco ha compiuto il nono compleanno, aveva vissuto come una liberazione persino l’arresto per furto. Ma soltanto ieri, a distanza di molto tempo, marito e moglie di origine slava sono finiti in manette con l’accusa di riduzione in schiavitù. A loro carico c’è il riconoscimento da parte della vittima e alcuni indizi pazientemente messi insieme dai poliziotti della sezione “Minori” della squadra mobile della questura di Napoli. Sono stati rintracciati in un campo nomadi di Casoria, dove si erano trasferiti da quello di Secondigliano, e inutilmente hanno tentato una fuga disperata e impossibile. Gli agenti si erano mossi in numero sufficiente per evitare imprevisti. Proprio nell’ambito delle indagini finalizzate a reprimere il fenomeno della riduzione in schiavitù di minorenni di etnia Rom, gli investigatori della Mobile hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Sima Jovanovic, 46enne, e della moglie Mjriana Jovanovic 43enne: incensurati e in Italia senza permesso di soggiorno. Gli accertamenti su di loro erano partiti a dicembre del 2006, quando una bambina fu affidata ad una Casa-famiglia dopo essere stata sorpresa a commettere un furto. L’arresto in flagranza di reato fu soltanto il prologo a un racconto agghiacciante, che partiva da una vicenda accaduta due anni prima. «Sono stata venduta – disse la piccola- quando avevo 5 anni ad una coppia di slavi che saprei riconoscere e che si chiamano Sima e Mariana». Nel corso degli anni, continuò a raccontare la vittima, i due presunti aguzzini avrebbero esercitato sulla minorenne “poteri corrispondenti al diritto di proprietà per averla mantenuta in uno stato di soggezione continuativa, costringendola all’accattonaggio, alla commissione di furti e incassandone i proventi”, come ha scritto la polizia nell’informativa alla procura. Addirittura in un’occasione, per punirla in quanto era riuscita a racimolare solo pochi soldi, le inserirono la mano sinistra in una stufa a legna con il fuoco acceso. Una tortura che le provocò lesioni e una bruciatura trasformatasi nel tempo in una grossa cicatrice. Immaginarsi il dolore del momento. Marito e moglie sono stati scovati in mattinata nel campo Rom di Casoria, cittadina ai confini con Napoli, e sottoposti al fermo emesso dalla procura antimafia. C’è il sospetto infatti che la vicenda nasconda un giro di “vendite” di minorenni gestito da un gruppo di malavita straniero. Nello stesso accampamento, in seguito al controllo esteso alle baracche confinanti a quella in cui viveva la coppia, sono stati tratti in arresto Vlada Jovanovc di anni 42enne e Milanka Djordjevic, 49enne, per aver contravvenuto all’ intimazione del Questore ad abbandonare il territorio italiano. Il pm di turno presso la Procura della Repubblica di Napoli, ha disposto il processo con rito direttissimo davanti al giudice di Pace. ilsecoloxix |
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