Foto e filmati su Internet- a Bologna č ''caccia allo sbirro'' |
| Scritto il 29/03/09 alle 21:06:23 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Indagine della Procura su un sito che invita a denunciare gli agenti. Il sindacato: oscuratelo. I giudici: "Contenuto intimidatorio" BOLOGNA - Li hanno seguiti, ripresi con le videocamere, fotografati mentre fanno la guardia ai cortei o tengono d'occhio sit in di protesta davanti alle Procure durante i processi contro la sinistra radicale. E quelle foto, i ritratti di poliziotti in divisa e di funzionari in borghese col distintivo sulla giacca, le hanno riversate sul web. In un sito al quale hanno dato un titolo delirante e evocativo, "Caccia allo sbirro", con l'invito ai navigatori a inserire "nomi e cognomi" dei poliziotti, a indicarne "ruolo, zona operativa" e persino "gli indirizzi". Tutto questo "per intimidire il repressore, per farli conoscere alle masse popolari". Un "sito di denuncia dei servi della borghesia" nascosto dietro un server d'oltralpe, in Francia, dove ha sede il (nuovo) Partito Comunista Italiano, che le immagini e l'invito alle "liste di proscrizione via-web" le ha riversate per fare nuovi proseliti. E' attiva da febbraio, la schedatura telematica dei poliziotti. E giā conta immagini da Bologna (il servizio di ordine pubblico sotto la Procura nel luglio 2008, mentre era in corso un'udienza contro i Comitati d'appoggio alla resistenza per il comunismo, fra i "fotosegnalati" anche il dirigente della Digos), Milano (10 gennaio, iniziativa per la Palestina) e Bergamo, 28 febbraio, corteo contro Forza Nuova. Ieri, proprio mentre a Bologna la Procura annunciava l'apertura di un'inchiesta, due nuove foto, da Napoli, con la scritta "dove stanno gli sbirri? Dalla parte dei fasci, dagli un nome, un cognome e un epiteto". Una sessantina di visite in poche ore. Il procuratore reggente Silverio Piro, che in mattinata ha ricevuto l'informativa sul sito dalla Digos, dagli stessi investigatori ritratti su "Caccia allo sbirro", parla di "fatti di una gravitā straordinaria, č evidente il contenuto intimidatorio e cercare di porvi dei correttivi č il nostro compito fondamentale". Ipoteticamente, per gli autori si potrebbe configurare l'accusa di minacce, istigazione e la violazione della privacy. Ma nei mesi scorsi, un'inchiesta bolognese su un'operazione simile - senza l'invito a fare nomi e cognomi dei poliziotti - finė in pratica con un nulla di fatto: per bloccare le foto degli agenti "postate" sul blog di Indymedia, la polizia avrebbe dovuto bloccare l'intero sito. "La polizia politica basa la sua forza anche sul fatto che i suoi agenti, infiltrati, spie e collaboratori non sono conosciuti alle masse popolari. Farli conoscere č un modo pratico per rendere il loro sporco lavoro se non impossibile, almeno difficile", scrivono gli autori del "sito di denuncia dei servi della borghesia". Forte preoccupazione fra i sindacati di Polizia. "E' un gravissimo atto di intimidazione col preciso scopo di inibire chi difende lo Stato - dice il segretario Sap Gianni Tonelli, che chiede di oscurarlo - Una minaccia inaccettabile alle forze dell'ordine, indicate come bersagli da colpire. http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/polizia-web/polizia-web/polizia-web.html L'annuncio su indymedia: collabora al sito internet "caccia allo sbirro!" http://piemonte.indymedia.org/article/4524 Il caso - Delirante invito del sedicente "(nuovo) partito comunista italiano" a mettere in rete immagini e nomi dei poliziotti che ci si č trovati di fronte nelle manifestazioni di piazza. Ci sarebbero anche foto e video riguardanti gli socntri del 28 febrbaio a Bergamo. la procura di Bologna apre un'inchiesta, la Digos indaga. Il sito colpito dagli hacker "netgods". http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=8724 |
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