GENITORI ESAUTORATI DALLA CASSAZIONE |
| Scritto il 26/02/08 alle 21:30:51 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Il caso di un alunno delle elementari. E di una famiglia a cui la Cassazione ha dato torto I GENITORI NON HANNO VOCE SUL SESSO Non possono dire di no se la scuola [anche elementare] decide di insegnarlo I genitori degli alunni non hanno titolo a interferire sulle scelte didattiche e contenutistiche dei docenti. Anche se prevedono lo svolgimento di lezioni di educazione sessuale nella scuola elementare. Il monito viene dalla Suprema corte di cassazione, che ha affermato queso principio a sezioni unite, con la sentenza 2656 depositata il 5 febbraio scorso. Il caso riguardava un genitor di un alunno di quinta elementare, che aveva presentato un ricorso al giudice ordinario chiedendo che fosse dichiarato che la scuola non aveva il diritto di svolgere lezioni di educazione sessuale in classe senza il consenso dei genitori e che venisse vietato lo svolgimento di queste lezioni durante l'orario scolastico. Il ricorrente aveva argomentato la domanda facendo riferimento ai principi contenuti negli articoli 29 e 30 della Costituzione. E da ciò aveva dedotto che l'amministrazione non avrebbe dovuto incidere sul diritto-dovere del genitore di provvedere all'educazione dei figli. Il tutto "secondo una prospettiva", si legge nella sentenza, "volta a configurare il fatto in sé dell'educazione sessuale come espressione di immoralità e ateismo, ossia di valori antitetici a quelli coltivati nell'ambito familiare, e prima ancora ad attribuire al nucleo familiare una funzione esclusiva e totalizzante nel processo di crescita, educazione e maturazione dei figli": Liberi di insegnare, a casa [....] Secondo le sezioni unite il diritto fondamentale dei genitori di provvedere all'educazione e alla formazione dei figli, sancito dalla Costituzione, trova il necessario componimento con il principio di libertà dell'insegnamento dettato dall'articolo 33 della Costituizione e con quello di obbligatorietà dell'istruzione inferiore affermato dall'art.34.[....] E dunque "ben può verificarsi", recita la sentenza, "che sia legittimamente impartita nella scuola un'istruzione non pienamente corrispondente alla mentalità e alle convinzioni dei genitori, senza che alle opzioni didattiche così assunte sia opponibile un diritto di veto dei singoli genitori". Nel caso specifico la Cassazione ha dichiarato anche il difetto di giurisdizione del giudice ordinario affermando la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Ciò perché le determinazioni assunte dall'istituzione scolastica rientrano nell'autonomia scolastica, sono ricomprese nell'ambito dell'esercizio della libertà di insegnamento e riguardano la materia dell'organizzazione del servizio publico. In definitiva, dunque la controversia non aveva per oggetto la lesione di un diritto ma di un mero interesse legittimo. (c) Italia Oggi 19/2/08 p.20 Ecco gli articoli della Costituzione citati nella controversia: TITOLO II Rapporti Etico-Sociali Art. 29. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare. Art. 30. È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità. Art. 33. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. Art. 34. La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. 31 dicembre 2007 Vol. 9 / N. 48 Caro Collega, riferiamo oggi di una vittoria pro-vita a Panama, dove il Population Research Institute ha assistito le forze per la vita nel rovesciare un attacco sponsorizzato dall'UNFPA alla famiglia. Steven W. Mosher Preservare i Diritti dei Genitori a Panama di Carlos Polo Tre mesi fa una coppia di Panama, i signori Juan Francisco e Gabriela De la Guardia, ha contattato il nostro ufficio, Istituto per la ricerca sulla popolazione, Population Research Institute per l'America Latina a Lima. Essi avevano sentito parlare del rapporto strategico che avevamo distribuito ai gruppi pro vita nel Nicaragua, per cercare di mantenere l'aborto illegale in quel Paese. Ma questa coppia voleva aiuto per una crisi diversa contro la famiglia. In Panama era allo studio una proposta di legge che avrebbe colpito al cuore i diritti dei genitori. Dopo aver trascorso nove settimane a lavorare con il movimento per la vita panamense nel mio ufficio a Lima, nel Peru, trovai finalmente il tempo di andare alla Città di Panama a incontrare un gruppo multidisciplinare di professionisti pro-vita. A dire la verità, di tutto il mio lavoro speso pro-vita in giro per il mondo, credo che questa sia stata la migliore esperienza che abbia mai avuto. Imparai molte cose dal coraggio, atteggiametno e fede di questi amici, questi coraggiosi combattenti per la vita a Panama. La legge Come al solito, al progetto era stato dato un titolo ingannevole: Protezione dell'infanzia e dell'adolescenza. La legge è stata scritta dal Ministro dello Sviluppo sociale, María del Carmen Roquebert, ma aveva il completo sostegno dell'attuale governo nella persona della moglie del Presidente, Vivian Fernández de Torrijos. Sul sito ufficiale della First Lady, si asserisce che questa legge sarebbe necessaria per mettere sotto processo gli adulti che abusano dei bambini. Le questioni da affrontare erano abusi sessuali, traffico di droga e lavoro minorile. Più importante, tuttavia, è il fatto che il sito nega che la legge minerebbe in alcun modo l'autorità dei genitori. "Né il governo di mio marito, Martin Torrijos, né io come madre di tre figli, saremmo disposti a sostenere una legge contro i genitori e l'autorità che devono avere", ha detto la Sig. Torrijos . Una scorsa a questo disegno di legge dimostra però che questa dichiarazione è semplicemente vuota propaganda politica. After Nicaragua, the next Latin American target of the population controllers was Panama La dott. Janet Ramos, Direttore del Comitato legale di Alleanza per la famiglia, che ha analizzato la proposta, ha trovato che prevede restrizioni ai diritti dei genitori in favore di azioni dirette dello Stato nei riguardi dei bambini. Il ragionamento non è complicato, ha detto la Dott. Ramos. La proposta di legge cita alcuni casi di genitori che hanno commesso abusi per delegittimare l'idea stessa di guida genitoriale e legittimare l'intromissione dello Stato. Appena lo Stato verrà legalmente coinvolto in questo modo, si arriverà pericolosamente vicino a rimpiazzare completamente i genitori. Il testo della proposta dice che i bambini di Panama hanno diritto alla privacy assoluta. Ma non si fa alcuna menzione del ruolo dei genitori o del rispetto per l'ambiente familiare in cui i bambini vivono. Questo approccio escluderebbe i genitori dalle decisioni dei propri figli. A questo punto i bambini sarebbero esposti a qualunque influenza senza dover ricorrere alla guida o alle cure dei genitori. In questo modo lo Stato solleverebbe i genitori dai loro doveri e influenzerebbe i bambini tramite i programmi "educativi" a scuola o nei centri pubblici per la salute. E' qui che si vede il vero intento della legge. Dato che dietro le quinte ci sono l'UNFPA e l'UNICEF a sostenere questo disegno di legge, l'obiettivo principale sono i "servizi di salute riproduttiva" e l'educazione sessuale. Secondo il movimento per la vita in Panama, l'attuale governo subisce grosse pressioni a sottomettersi a causa dei $4,5 milioni ricevuti dall'UNFPA e dei $2,2 milioni stanziati per i programmi di "salute riproduttiva". Come dice il sito della stessa UNFPA, uno degli scopi di questi finanziamenti era di far approvare delle leggi su questioni di salute riproduttiva. Il concetto di dare fondi a un paese allo scopo primario di coartare le proprie leggi interne potrà sembrare incredibile, ma sta diventando sempre più comune, perché vi sono delle organizzazioni elitarie esterne all'America Latina che fanno pressioni su paesi come il Panama affinchè omologhino le proprie leggi agli obiettivi di queste organizzazioni. La strategia Abbiamo tenuto sessioni di addestramento strategico di 12 ore sulle questioni riguardanti la Vita e la Famiglia, durante cinque giorni di intense attività pro-vita [....] I nostri amici in Panama hanno imparato presto. Sono riusciti a fermare la legge. Attivitsti pro-vita l'hanno denunciata pubblicamente nei media, facendo notare che il Ministro Roquebert voleva farla approvare senza discussione. Hanno censurato il suo "atteggiamento dittatoriale", che vedevano come parte integrante del "brutto passato" di Panama. Il Ministro dello Sviluppo Sociale è stato isolato come unica proponente di un'iniziativa impopolare. Le critiche contro il Ministro sono aumentate fino a costringerla a rimandare il dibattito fino a gennaio. La conclusione? La minaccia è sotto controllo, la situazione adesso di fatto è rimandata a marzo. A quel punto sarà una nuova legislatura e gli abortisti avranno più difficoltà a spezzare la resistenza della gente all'approvazione di questa legge. Il popolo è attrezzato per continuare a fare pressioni su queste ed altre questioni adesso che l'équipe panamense per la vita si è organizzata, ha più esperienza ed è pronta ad affrontare simili minacce in futuro. Colin Mason è il direttore per Media Production al PRI. Sign up for the Weekly Briefing Here Media Contact: Colin Mason Email: colin@pop.org (540) 622-5240, ext. 209 PRI, PO Box 1559, Front Royal, VA 22630 USA Phone: 540-622-5240 |
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Sinistra statalizzazione sinistrata |
| Scritto il 28/02/08 alle 13:15:37 GMT pubblicato da Alberto Pancheri |
| Da decenni, ormai, in Italia il comunismo avanza osmoticamente strisciante basando la propria strategia sul formare un terreno ricettivo alla propria pericolosa e puzzolente pianta carnivora, terreno composto da bassi istinti con aggiunte sempre maggiori di concimi organici ricavati da stupidità, ignavia e arroganza via via a propria volta riconosciuti come diritti fondamentali per poterli meglio consolidare. Rimescola poi, continuamente, questo terriccio mefitico con un badile ricavato da una lega nel cui processo di fusione abbonda la mistificazione: il tutto rifinito a freddo con una robusta patina esterna di complesso di superiorità. Il terriccio sono gli uomini del nostro povero Paese e, con gli uomini, le generazioni perché da noi la strategia strisciante, ma secondaria, del comunismo si svolge su tempi lunghi, rimanendo stupidamente (grazie a Dio) la primaria sempre la quasi utopica rivoluzione. Questa perseveranza ha però il risultato di modificare, nel tempo e quasi inavvertitamente, i comportamenti e quindi il modo di pensare delle persone di cui già poche in un'organizzazione lottano per le proprie idee, mentre molte seguono quelle della leadership (il capo, il superiore, quello che può agevolare la carriera e così avanti). Un'organizzazione è anche un'istituzione come la magistratura: quest'ultima risulta particolarmente fertile, in quanto autoreferente e quindi priva di qualsiasi controllo se non quello dei propri stessi uomini. Inoltre, è praticamente assente la responsabilità personale in quanto nessuno dei componenti può essere chiamato a rispondere dei propri errori con i propri beni. E' evidente che questo sistema può funzionare solo se composto esclusivamente da persone con un'inattaccabile dirittura morale, di un'intelligenza superiore, da un'estrema, costante, inumana lucidità in due parole da persone ancora dimoranti nel Paradiso Terrestre e quindi utopiche. Più naturale è invece che questo sistema possa degenerare, anche per un solo componente: le degenerazioni si sostanziano in autoreferenzialità, in deresponsabilizzazione, nel compensarsi con la forma a scapito della sostanza come cerimonie medioevali contrapposte a processi in arretrato e che durano vent'anni, nell'auto compensarsi con emolumenti e benefit stratosferici, nel considerare la critica un affronto o, peggio, un oltraggio perseguendo e così trasformando la propria missione in una clava contro chi osa affermare che il re è nudo anziché correggere le proprie storture, di fatto infine sostituendosi al potere legislativo arrogandolo a sè, esasperando e snaturando quindi il ricorso all' "interpretazione". Credo che siano molti gli uomini probi all'interno di questa organizzazione o istituzione che dir si voglia: per noi e per loro dobbiamo effettuare una profonda e sostanziale riforma della magistratura, trasformandola così da ciò che è divenuta con, tra l'altro, questi tremendi e ormai sempre più numerosi risultati in un effettivo, efficace, vivo organo dello Stato formato da cittadini finalmente eguali agli altri. L'alternativa è solo la degenerazione in casta, pericolosa per chi ne fa parte e per chi la subisce, preda di ideologie. |
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