La cattura del boss Salvatore Riina ci riserva nuove sorprese
Scritto il 15/11/09 alle 19:41:20 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Giustizia e IngiustiziaLe folli dichiarazioni del colonnello Di Caprio fanno venire un dubbio: sono ancora in vigore in Italia i codici penale e di procedura penale o sono stati abrogati?
Ricorderete che inizialmente Riina chiese pubblicamente a Mancino già ministro degli interni, già presidente del Senato, già candidato nel 1999 alla presidenza della Repubblica, oggi vicepresidente del CSM, insomma una sorta di semidio della politica italiana, nonostante che quando parli sembri un analfabeta, come mai pochi giorni prima del suo arresto egli sapeva che lui Riina sarebbe stato arrestato.

Ricorderete pure come in quella occasione Mancino si schernì dicendo che lui aveva semplicemente inteso esprimere un auspicio ma che in effetti nulla sapeva delle operazioni di polizia che di lì a breve avrebbero effettivamente portato alla cattura di Riina.

Tutta una propaganda di regime lo supportava sostenendo che Riina era stato catturato perché tradito da Bernardo Provenzano per il tramite di Vito Ciancimino e che dunque lui Mancino non c’entrava niente.

Ma le indagini avevano già accertato che Ciancimino effettivamente fu richiesto di una collaborazione per arrivare all’arresto di Riina ma prese tempo, poi fu arrestato e quindi non collaborò più. Inoltre le stesse indagini avevano già accertato che Riina fu catturato lo stesso giorno in cui Siino doveva rendere dichiarazioni ai magistrati in relazione al famoso rapporto mafia-appalti e che poi proprio per il trambusto conseguente all’arresto di Riina non rese più.

Successivamente abbiamo dovuto registrare la novità che improvvisamente Mancino ha cambiato linea difensiva e ora dice con tracotanza che sì effettivamente Riina lo ha fatto catturare lui, volendo con ciò rafforzare la sua immagine di uomo delle Istituzioni, senza rendersi conto che invece in questa maniera da conferma a quei sospetti per i quali egli era il terminale politico di Riina al tempo della strage Borsellino e che quindi l’intermediario fra lui e Riina è il traditore che ha consentito la cattura di Riina, come aveva lasciato intendere Massimo Ciancimino.

Il quale Massimo Ciancimino è un dichiarante il quale sta fornendo agli inquirenti elementi di prova preziosi per scoprire la verità sulle stragi.

Ora ricorderete l’inquietante episodio dei due funzionari dei ROS che una sera attendevano Ciancimino sotto casa, mettendo in evidenza le loro pistole, in chiaro atteggiamento minatorio e criminale di sfida.

Adesso interviene questo signor Di Caprio per dire che Massimo Ciancimino è un servo di Riina e che tutti quelli che gli danno ascolto, Magistrati, inquirenti, giornalisti sono anche loro servi di Riina.

E poi i carabinieri che in polemica con chi da ascolto e risalto alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino si mettono loro a fare la scorta a Di Caprio, della quale scorta non c’è affatto bisogno perché dal 1993 in poi Cosa Nostra si è inabissata e i funzionari dello Stato non li tocca più.

Trovo l'uscita del colonnello Di Caprio e tutte le iniziative connesse del tutto fuori posto e - allo stato - incomprensibili.

Che cosa dovrebbe fare lo Stato di Massimo Ciancimino? Gli dovrebbe impedire di parlare? Lo dovrebbe uccidere?

Riina, del quale evidentemente nessuno nelle Istituzioni è servo, lamenta di essere stato preso in giro nel senso che un emissario del senatore Mancino e quindi lo stesso senatore Mancino lo avrebbero indotto ad eseguire le stragi del 1992 richiedendogli in cambio un papello di richieste sulle quali avviare una trattativa [www.rainews24.rai.it]). Poi invece Mancino e questo emissario lo avrebbero fatto arrestare introducendo in Cosa Nostra un nuovo infiltrato Paolo Bellini, il quale avrebbe indotto Cosa Nostra ad eseguire nuove stragi nel 1993 sempre in funzione dell'accoglimento delle condizioni di questo benedetto papello.

In gergo tecnico queste dichiarazioni di Riina si chiamano chiamate in correità rese da un imputato nei processi per le stragi che – secondo la lettera del codice di procedura penale – vanno raccolte e verificate. E se portano all’individuazione di altri responsabili delle stragi oltre quelli già individuati, occorre procedere giudiziariamente nei loroconfronti con un giudizio nella cui sede i nuovi imputati potranno rappresentare le loro difese.

Mi chiedo: è ancora in vigore in Italia il codice di procedura penale o è stato abrogato?

Perché una cosa deve essere chiara. L'intento in sé nobile di combattere Cosa Nostra non giustificava la induzione e la commissione a Cosa Nostra di stragi mostruose come furono le stragi del 1992 e del 1993 per enfatizzarne il suo carattere terroristico e per sbarazzarsi per mano sua di due magistrati scomodi. Chi si è reso responsabile di questi odiosi crimini deve essere individuato e processato, chiunque esso sia, fosse anche un cardinale, fosse anche l’ex ministro Mancino, fosse anche il colonnello Di Caprio, fosse anche un agente dei servizi segreti.

Perché è ora che in questo paese sia ripristinato un minimo, dico un minimo, di rispetto della legalità. In quanto di illegalità in illegalità siamo arrivati al punto di sentir dire da un magistrato valorosissimo come la dott.sa Clementina Forleo che in questo paese dobbiamo prima difenderci da certi Carabinieri come Di Caprio e poi, ma solo in un secondo tempo, da criminali come Riina.

Artemide.

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