Democrazia? Dipende... da chi vince |
| Scritto il 01/12/09 alle 21:02:51 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Se vince le elezioni la sinistra è una grande vittoria della democrazia. Se vince la destra è regime, è una pericolosa deriva fascista, xenofoba e razzista. Ecco, la democrazia va benissimo solo quando vince la sinistra, altrimenti è pericolosa Il referendum svizzero sui minareti ha scatenato, come era prevedibile, le reazioni più o meno indignate delle anime belle in circolazione. Tutti impegnati a condannare il risultato, con motivazioni diverse, ma che sostanzialmente si riducono alle solite accuse di razzismo, xenofobia, paura dei diversi, limitazione delle libertà religiose. Insomma, un serio pericolo per la pace e la convivenza umana. Chi l'avrebbe detto che proprio gli svizzeri, notoriamente pacifisti, non interventisti, amanti del quieto vivere, sarebbero diventati, improvvisamente, pericolosi razzisti? Eppure, stando alle reazioni generali, come supponevo nel precedente post "Heidi e i muezzin", è proprio quanto è successo. Basta dare uno sguardo ai commenti riportati dai vari organi di stampa per rendersene conto. Si arriva perfino, come fa un autorevole quotidiano inglese, a suggerire di ribaltare l'esito della consultazione che si considera inaccettabile. Insomma, si contesta la validità del voto popolare espresso democraticamente attraverso un referendum, il simbolo del rispetto della volontà popolare e fondamento della democrazia. Forse non si rendono conto che, così facendo, stanno mettendo in dubbio il rispetto della volontà popolare, ovvero stanno contestando lo stesso principio fondante della democrazia. Stanno mettendo il dubbio il valore stesso della democrazia. Ed a farlo sono proprio quelli che quotidianamente si riempiono la bocca di parole come democrazia, libertà di pensiero, rispetto della volontà popolare e via cantilenando. Sono così sicuri della bontà della democrazia che tentano perfino di esportarla, con le buone o con le cattive, in Iraq, in Afghanistan, e domani chissà dove. Già, proprio quelli. Ma non è strano che non se ne rendano conto, perché oggi la politica è fondata su due caratteristiche principali ed essenziali: il cretinismo e l'ipocrisia, talvolta sapientemente celate dietro comode bandiere ideologiche. Il cretinismo esonera dal dovere di esaminare la realtà con logica, ragione e buon senso; l'ipocrisia consente di dissimulare l'interesse privato dietro il paravento del bene pubblico. E non è che poi correggo, rettifico e mi rimangio quanto detto, secondo l'usanza che "qui lo dico e qui lo nego". No, no, qui lo dico, quo lo ridico, qui lo ribadisco e qui lo confermo. Per avere successo in politica bisogna avere una buona dose di cretinismo e di ipocrisia, altrimenti non si fa strada. Non sempre e non tutti, ovviamente, ma molti e spesso. E non deve essere un cretinismo casuale, un episodio saltuario ed acuto, no, deve essere proprio congenito. Cretini si nasce, politici si diventa. L'Italia è un ottimo esempio di questo strano concetto di democrazia. Se vince le elezioni la sinistra è una grande vittoria della democrazia. Se vince la destra è regime, è una pericolosa deriva fascista, xenofoba e razzista. Ecco, la democrazia va benissimo solo quando vince la sinistra, altrimenti è pericolosa. Se ne deduce che la democrazia sia e debba essere di sinistra, altrimenti non è democrazia. Ho sempre avuto molti dubbi sul valore del sistema democratico. Anzi, ad essere proprio sincero, lo considero un sistema inventato dai furbi per riuscire a raggiungere il potere dando al popolo l'illusione di scegliere liberamente. Diceva Marcuse, filosofo molto amato negli anni '60 da tutti gli apprendisti rivoluzionari, pacifisti e figli dei fiori che più che i fiori, stranamente, amavano l'erba (specie quella buona "libanese"): "La libera elezione dei padroni non abolisce né i padroni, né gli schiavi". Beh, non ho mai apprezzato particolarmente Marcuse, ma devo riconoscere che almeno una cosa giusta l'ha detta. Dovrei gioire, quindi, per questa ennesima dimostrazione della intrinseca contraddizione insita nella democrazia. Ma c'è poco da rallegrarsi. Il cretinimo di cui accennavo prima non consente a chi dovrebbe farlo di prendere atto del problema, né di affrontarlo, ed ancora meno di risolverlo. Eppure questo "Bug" nel sistema democratico esiste ed è grande come una montagna. Ma tutti fanno finta di non vederlo. Chi è sufficientemente onesto ed attento lo ha già capito e non c'è bisogno che mi dilunghi in ulteriori spiegazioni. In caso contrario è ancora inutile che lo spieghi, perché o non lo si capisce comunque oppure, cosa molto frequente, non si vuol capire o si fa finta di non aver capito. Quindi, discorso chiuso e arrangiatevi... http://torredibabele.blog.tiscali.it//Democrazia__Dipende____2022142.shtml |
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