ANTONIO DI PIETRO. il padre padrone del No Berlusconi-day
Scritto il 06/12/09 alle 11:16:05 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Cronaca e AttualitàSi scrive NoB-day, si legge Italia dei valori La grande bufala "viola" di Tonino
Ma bravi, i quattro ragazzotti col cartellino sul petto «il popolo viola chiede la parola», il gruppo organizzatore «spontaneo», «autogestito», scaturito dal basso a meravigliar partiti e organizzazioni consolidate, ma sì, i candidi e ingenui «figli della rete» - non erano meglio i fiori? - che avrebbero messo in piedi l’ambaradan di ieri a San Giovanni col passaparola, Facebook e il fai da te. E Bravo pure Dario Fo - a un premio Nobel si perdona tutto - che saluta il «qualcosa di magico», questi ragazzi «giovanissimi che sono cresciuti di numero e di esperienza pur non avendo dietro sindacati e partiti». Ma più bravo di tutti Tonino Di Pietro, che è riuscito a sfornare la bufala più gigantesca di questa infinita e trista stagione politica, spacciando come «germinazione spontanea» e per nulla eterodiretta, questo NoB-day che in realtà ha programmato, organizzato e diretto sin nei minimi particolari lui, in prima persona e da mesi.
A confronto i girotondini erano campioni di indipendenza e autonomia, persino i grillini, quelli dei circoli del comico che ancora resistono, sembrano i crociati bambini senza permesso di papi e sovrani. Ma questi che «nessun politico sul palco», i presunti liberi e fantasiosi che vantano «la prima manifestazione in Italia autoconvocata in rete con un tam tam tra blogger e iscritti a Facebook», se non sono burattini hanno certamente un filo doppio e ben stretto con Idv, il partito dipietrista, che con questa storia ha surrettiziamente ramificato il partito in tutta Italia e pure all’estero, perfino un circolo a Rabat. E non parliamo di quattrini, perché sarebbe anche comprensibile che un partito come Idv che incassa fior di finanziamenti pubblici, «regali» 150mila euro a dei cani sciolti ma compagni di strada, che nella colletta in rete più di 20mila scarsi non riescono a rastrellarne. Oh, avete idea di quanto costi mettere in piedi un palco e megaschermi come quello di ieri? I concerti costano, pure l’occupazione del suolo pubblico, agli artisti «impegnati» almeno le spese bisogna rimborsarle, e i tecnici esigono la tariffa contrattuale.
No, questo sarebbe il meno, chi volete che faccia il generoso, Rifondazione che non ha più una lira? Ma il «padrinato» di Tonino è più antico e concreto, sottaciuto e mascherato. È lui, il padre padrone del No Berlusconi-day e del «libero» popolo viola: l’unica alternativa a questa verità è che Di Pietro ha la palla di vetro, vede e prevede meglio del mago di Tripoli e di Otelma messi insieme. Tant’è che gli «spontanei» del NoB-day sono nati soltanto a ottobre. Però il sito di Tonino sapeva già tutto alla fine di aprile. Come mai questa «incongruenza» che fa crollare l’intera retorica della «spontaneità» è passata sinora in cavalleria? In verità qualcuno se n’era accorto, e ha provato a portare alla luce l’arcano. È il sito web Aurora. Ma chi volete che vada a leggersi quanto scrivono gli ultimi trotzkisti? Così nella «sola» son cascati gli altri compagni, comunisti leninisti, luxembourghiani, rossoverdi e cattocomunisti.
Ricordate la testatina classica del sito di Tonino? C’era il suo faccione sorridente, un Di Pietro bello nero, e il gabbiano colorato di bandiera. Improvvisamente, il 30 aprile - «cinque mesi e nove giorni prima del giorno di nascita del gruppo», annotano su Aurora - il sito cambia veste e si tinge di viola. [...]

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http://www.ilgiornale.it/interni/si_scrive_nob-day_si_legge_italia_valori_la_grande_bufala_viola_tonino/06-12-2009/articolo-id=404752

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