TRATTATO DI LISBONA - Speriamo negli irlandesi |
| Scritto il 11/06/08 alle 19:25:53 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Scarica il TRATTATO DI LISBONA IN ITALIANO Caro Granzotto, le scrivo a proposito del trattato europeo che il Parlamento italiano è chiamato a ratificare. Lei ha scritto che sarebbe stato meglio sottoporlo a un referendum popolare, ma non è possibile in quanto la Costituzione non lo permette. Oltre a questo, ha anche aggiunto che contiene del buono, riferendosi alla scomparsa dei simboli europei e alla clausola di uscita dall’Unione. Se dunque tale trattato soddisfa un euroscettico come spesso lei si è definito, non trova inutile spendere soldi per il referendum che, come è noto, non sono pochi? Lo ripeto: siamo stati chiamati a esprimerci per via referendaria sull’orario dei negozi(!) e quando c’è in ballo un trattato che finirebbe per influire pesantemente sul futuro della Nazione condizionandolo a scelte adottate dalla Bulgaria o da Cipro, niente? Perché vede, caro Molesti, la carta di Lisbona contiene sì alcune cose buone, ma altrettante di pessime e prima fra tutte la decadenza del diritto di veto nelle scelte comunitarie. Ciò significa che quel che piacerà alla maggioranza dei 27 membri - maggioranza che potrà essere determinata, appunto, dal voto di Bulgaria e Cipro - anzi, mezza Cipro, ché l’altra metà è fuori dall’Ue - dovrà per forza piacere anche a noi. E qui non parliamo solo della cottura della pizza, ma del sistema giudiziario, delle alleanze internazionali, della pubblica istruzione. La qual cosa significa non solo dire addio alla sovranità, ma anche all’identità nazionale. Però non tutto è perduto, nossignore. Se infatti la nostra Costituzione vieta il referendum sui trattati internazionali, quella dell’Irlanda - Dio benedica l’Eire - lo pretende, lo esige. E gl’irlandesi - Dio li illumini - andranno alle urne proprio giovedì prossimo. Già in passato diedero del filo da torcere agli euro oligarchi respingendo il Trattato di Nizza e sembra proprio, così almeno lasciano intendere i sondaggi, che riserveranno lo stesso trattamento a quello di Lisbona. In tal (felice) caso, poiché per entrare in vigore la cripto Costituzione deve essere ratificata dall’insieme dei 27 Paesi dell’Unione, il «no» irlandese chiuderebbe ipso facto una partita che con ogni probabilità non verrà mai più riaperta. Ma non è solo l’Irlanda a togliere il sonno agli euro-sfegatati. Ci si è messa anche la Repubblica Ceca (il supereurosfegatato Prodi l’ha voluta nell’allargamento? Se la goda) il cui presidente, l’irreprensibile Vaclav Klaus, sta anch’egli meditando di sottoporre il Trattato a referendum popolare, strumento che sta all’Europa europeista come l’aglio ai vampiri. Ogni volta che è sottoposta al vaglio dei cittadini finisce infatti con le ossa rotte. Fracassate, addirittura, quando tre anni or sono francesi e olandesi eroicamente affossarono quel gigantesco papocchio di utopie giacobine e ictus illuministi dell’Eurocostituzione. Se anche il Trattato farà la stessa fine non rimarrebbe che trarne questa conclusione: quel che c’è di europeistico nell’Europa - e in quel che c’è non mancano le cose buone, convenienti - basta e avanza. Ragion per cui ogni ulteriore iniziativa per sovvertire in soggetto politico organico e omologato il mosaico di 27 nazionalità una più diversa dall’altra è destinato a fallire. La storia va in questa direzione e il mettersi di traverso alla storia si sa, non porta che guai. Paolo Granzotto da IL GIORNALE ------------------ Auguriamoci che gli Irlandesi boccino il trattato di Lisbona. L'Europa sta diventando ogni giorno più simile allo stato burocratico e dittatoriale sovietico. L' UE, cosi come è formata, è una tecnocrazia con organi decisori designati e non eletti dal popolo che producono legislazioni superiori a quella nazionale, in questo appunto somiglia all'unione sovietica. Il primo progetto di UE era federalista regionale, non certo questa porcheria, sopratutto perchè si pensava che avrebbe eliminato frizioni e divisioni interne agli stati nazionali ottocenteschi (quali spagna, regno unito, germania, italia, belgio). E' accaduto? Che Dio illumini gli Irlandesi e li faccia votare per il no, anche per noi Italiani sfigati che in democrazia non abbiamo il diritto di votare per rattificare la costituzione dell'Europa di cui facciamo parte dalla prima ora. Ma che bella Democrazia!! Subiamo da anni le angherie più sordide sempre in silenzio, in ambito agricolo, energetico, produttivo. L'Italia è il ventre molle d'Europa, il filtro designato dell'immigrazione da africa e asia, l'immondezzaio arretrato e spappolato dell'Europa che conta, che deve restare linda e "civile". Dopo Zapatero e Gheddafi adesso ci si mette anche Morales con i suoi ricatti http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=564238 Che l'Irlanda ce la mandi buona... |
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