QUESTA E' LA MAGISTRATURA, FATEVENE UNA RAGIONE |
| Scritto il 28/03/10 alle 04:18:08 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Il giudice rivolge frasi denigratorie a un testimone. Per la cassazione non è reato Roma, 27 mar. - (Adnkronos/Ign) - La Cassazione sdogana gli appellativi che richiamano quei modi di essere ben sintetizzati e definiti dai luoghi comuni. Così, ad esempio, è lecito invitare qualcuno a 'non fare il napoletano', anche se questo invito viene rivolto direttamente in un'aula di giustizia da un magistrato. L'epressione, infatti, non può essere classificata tra quelle "denigratorie" da censurare o ancora peggio da condannare. E così la Quinta sezione penale ha bocciato il ricorso di Ignazia S., una 43enne che si era costituita parte civile nel procedimento a carico di un emiliano che doveva rispondere di falsità in atti privati. Nel processo, spiegano gli 'ermellini', era stato chiamato a testimoniare anche un napoletano che evidentemente aveva messo in campo tutta la sua 'napoletanità' tanto che il giudice di udienza del Tribunale di Parma lo aveva ripreso invitandolo a 'non fare il napoletano'. Un termine che aveva offeso e non poco il teste campano chiamato a testimoniare dalla signora Ignazia costituitasi parte civile nel processo. Da qui la richiesta di ricusazione del giudice che aveva osato dare del 'napoletano' al prezioso testimone. Secondo la difesa, "il termine utilizzato dal giudice verso un teste non era scevro da contenuto offensivo nel momento in cui era stato pronunciato". Piazza Cavour - sentenza 11618 - ha invece dichiarato inammissibile la protesta e ha evidenziato che "con riguardo al termine 'napoletano' nessun intento denigratorio era ravvisabile, dal momento che il riferimento si inquadrava nel tentativo di convincere il teste a non essere evasivo". Il giudice, infatti, tiene a spiegare la Cassazione, "era intervenuto per chiarire ai testimoni contenuto delle domande e delle risposte" in modo da ottimizzare tempi e risultati. Ma il teste napoletano, evidentemente, era stato "evasivo". Da qui l'invito "legittimo" della toga a 'non fare il napoletano'. Ma la sentenza della Cassazione non convince alcuni napoletani doc come Alessandra Mussolini e Nino D'Angelo. L'espressione "è offensiva eccome - afferma all'ADNKRONOS la candidata per il Pdl nel consiglio regionale della Campania nel collegio di Napoli - Fermo restando che non esiste il 'vulnus' nella parola in sé, è il modo in cui essa è associata che lo rende offensivo. Se si pensa poi che il termine viene pronunciato in un'aula di giustizia...". http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Non-faccia-il-napoletano-si-puo-dire-Per-la-Cassazione-non-e-unoffesa_177969478.html |
Commenti a questo articolo: |
commento |
| Scritto il 28/03/10 alle 17:28:39 GMT pubblicato da Anonimo |
| gli paghiamo lauti stipendi e ci offendono se siamo testimoni. peccato che lo facciano raramente con i colpevoli |
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