I radicali vogliono la Sindone: ''E' dello Stato'' |
| Scritto il 16/04/10 alle 19:37:01 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
dopo anni di propaganda in cui si è cercato di diffamare il Sacro Sudario anno intrapreso una battaglia legale per riportare la Sindone nel patrimonio statale, sottraendola al papa I radicali sarebbero dei formidabili comici, se non fosse che nelle cose che dicono ci credono sul serio e quando uno alle proprie demenzialità ci crede davvero non è più un comico ma una persona triste. L’ultima polemica sulla Sindone è davvero forte. Già, perché, dopo anni di propaganda in cui si è cercato di diffamare il Sacro Sudario spacciandolo per contraffazione medievale (ma il medioevo non era quell’epoca buia e di ignoranza? Come fecero allora a fabbricare qualcosa che oggi, con i più moderni mezzi tecnologici, non riusciamo a fare?), hanno intrapreso una battaglia legale per riportare la Sindone nel patrimonio statale, sottraendola al papa, legittimo proprietario in virtù del testamento dell'ultimo re d'Italia, Umberto II. Al di là degli aspetti tecnico-giuridici (chi vuole approfondire li trova QUI) ciò che colpisce è il senso dell’humour di questi stravaganti personaggi, giustizieri contro ogni forma di superstizione eppure pronti a fare cassa su quel telo fino a ieri propagandato come un falso, uno straccio senza significato e senza valore. Per raggiungere il culmine dell’assurdo, aspetto che Pannella indica uno dei suoi scioperi per la fame: stavolta non contro la partitocrazia, non per la legalizzazione delle droghe o dell’eutanasia, ma per…comprare il Sudario di Cristo. Eduardo De Filippo o Carlo Goldoni non avrebbero potuto pensare ad un finale più imprevedibile e tragicamente esilarante. http://osteriavolante.myblog.it/archive/2010/04/14/i-radicali-vogliono-comprare-la-sindone.html |
Commenti a questo articolo: |
una curiosità |
| Scritto il 17/04/10 alle 00:02:26 GMT pubblicato da Ennio |
| ma proprio ai radicali cosa gliene frega della sindone? Forse vogliono lucrarci sopra? |
E' un falso che la Sindone non sia riproducibile. |
| Scritto il 20/04/10 alle 02:20:14 GMT pubblicato da Marcus Prometheus |
| REALIZZATA LA SECONDA SINDONE, CON IL CONTRIBUTO DELL’UAAR Una Sindone nuova di zecca, a grandezza naturale, del tutto simile a quella custodita a Torino e venerata come sudario miracoloso di Cristo. È stata realizzata dal professor Luigi Garlaschelli (chimico dell’Università di Pavia) e presentata in occasione del ventesimo Congresso del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale), lo scorso 10 ottobre. L’UAAR ha voluto finanziare la fabbricazione della nuova Sindone per dimostrare come sia possibile produrne una anche con le tecnologie che erano disponibili a un bravo falsario del 1300. Del resto il vescovo di Troyes, Henri de Poitiers, già a metà del Trecento aveva dichiarato il lino un falso, e gli scienziati che nel 1988 hanno eseguito la datazione col Carbonio 14 lo hanno confermato: trattasi di artefatto di buona fattura di sette secoli fa. La seconda Sindone sarà esposta al pubblico nel corso di un ciclo di conferenze di Luigi Garlaschelli. |
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