Embrioni di coppie italiane sequestrati in una clinica a Cipro |
| Scritto il 21/05/10 alle 14:50:33 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Si parla di traffico di embrioni ma soprattutto di materiale biologico non tracciabile, vale a dire che le provette congelate nell’azoto liquido non si sa a chi appartengano Decine di coppie italiane da qualche giorno vivono nel panico. Il centro di fecondazione assistita a Cipro al quale si erano rivolte per avere un figlio è stato chiuso improvvisamente dal ministero della Sanità locale il 14 maggio. E gli embrioni congelati che questi nostri connazionali avevano tanto faticosamente ottenuto sono ora sotto sequestro a Nicosia. La clinica Ivf&Pgd di Zygi, a 45 km da Larnaca, nata da una costola del più famoso Rgi di Chicago, aveva una buona nomea con alti tassi di successo ed era meta di molti italiani che ricorrono all’ovodonazione, cioè all’uso di ovociti appartenenti ad un’altra donna. Ora, però, le accuse sembrano essere gravissime. Si parla di traffico di embrioni ma soprattutto di materiale biologico non tracciabile, vale a dire che le provette congelate nell’azoto liquido non si sa a chi appartengano. «Siamo sotto shock—racconta al telefono Marina, 42 anni, piemontese —, noi abbiamo perso un transfer a causa del vulcano islandese e lunedì scorso avremmo dovuto fare l’altro. Alla fine ci è andata pure bene, chissà se ci avrebbero trasferito gli embrioni giusti». Marina non è la sola a disperarsi. In questi giorni decine di persone hanno tempestato di telefonate l’ambasciata italiana a Nicosia. Tutti casi diversi. C’è chi il transfer l’aveva già fatto e ora è in ansia perché teme che non ci siano state le dovute verifiche, chi aveva versato l’acconto un giorno prima della chiusura, chi, grazie a quella clinica, i figli li ha avuti ma ha ancora lì dei potenziali fratelli. Alcuni si sono già rivolti all’avvocata Filomena Gallo, esperta di biotecnologie, alla guida di un pool di legali che si batte contro la legge 40: «Al momento sono otto le coppie che rappresento —dice al Corriere —. Oggi parlerò al telefono con il legale della clinica e la prossima settimana andrò a Cipro. L’importante è riuscire a tutelare il materiale biologico dei miei assistiti. La normativa europea impone la tracciabilità dei tessuti biologici e Cipro è parte della Ue. Purtroppo il problema è che al momento gli embrioni sotto sequestro non sono attribuibili». http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_21/Embrioni-coppie-italiane-sargentini_eedd242a-64b3-11df-ab62-00144f02aabe.shtml |
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