Napoli e la bufala dell’infermiera morta per protesta |
| Scritto il 22/05/10 alle 10:42:07 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Per una settimana abbiamo letto di una bufala clamorosa sulla povera Mariarca, l’infermiera morta dopo essersi fatta prelevare il sangue per tre giorni Ogni anno qualcuno si prende la briga di contare il numero di lanci di agenzia che ogni città italiana «produce». E ogni anno cambia poco o nulla rispetto al precedente. Al primo posto della classifica, ovviamente, c’è Roma, a causa - soprattutto - della logorrea dei politici. Al secondo, da sempre, c’è invece Napoli. Non la più grande, non la più ricca, ma la più citata tra le città italiane (politica, appunto, esclusa). Colpa della camorra, sicuramente. Ma anche, e qui vengo al punto, dei troppi giornali e giornalisti. L’altro giorno il Fatto quotidiano pubblicava una bella inchiesta sui sottopagati cronisti partenopei. I quali, per «campare», sono costretti a orari da terzo mondo e a scrivere a cottimo. E per questo, aggiungo io, tendono a proporre articoli «esagerando» notizie autentiche. O, addirittura, inventandole. Con la stampa nazionale, altrimenti detta «seria», a inseguire le suddette invenzioni. E così, per una settimana abbiamo letto di una bufala clamorosa sulla povera Mariarca, l’infermiera morta dopo essersi fatta prelevare il sangue per tre giorni. Ma Mariarca non è morta per quei prelievi, bensì per un’altra patologia. Ciononostante, autorevolissimi commentatori si sono esibiti in editoriali di ogni tipo. E il sangue di qua, e il sangue di là, e la dignità del lavoro, e perché nessuno l’ha fermata. Tutto costruito sul nulla. Insomma: siccome la faccenda è capitata a Napoli, deve per forza essere vera. Come la leggenda che vuole da un decennio i napoletani indossare la maglietta con sopra stampata una cintura di sicurezza, onde evitare le multe. Un’altra balla colossale inventata da un guitto egocentrico, finito - complici i soliti giornalisti - per un giorno in tivvù, senza però riuscire a venderne una, di maglietta. Nel fine settimana si è insediata la nuova giunta regionale del governatore Stefano Caldoro. Da napoletano, a lui e ai suoi assessori chiedo anzitutto di far tornare «seria» la città. Perché è vero che Napoli non è la Svizzera. Ma non è nemmeno Tortuga. http://blog.panorama.it/italia/2010/05/17/napoli-e-la-bufala-dellinfermiera-morta-per-protesta/ |
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