Tso alle neomamme per combattere depressione post partum |
| Scritto il 04/06/10 alle 12:44:50 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Limitazioni della liberta' personale per ragioni di cura, all'interno dell'abitazione del paziente, sotto osservazione 24 ore su 24 Milano, 3 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Alla luce del recente fatto di cronaca che ha visto una giovane madre di Passo Corese (Rieti) uccidere il proprio figlio di pochi mesi, proponiamo al ministro della Salute Ferruccio Fazio di applicare la procedura del Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) extraospedaliero per le donne affette da depressione post partum, a rischio di infanticidio". A suggerire una 'linea dura' per arginare il dramma delle mamme assassine sono Giorgio Vittori, presidente della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), e Antonio Picano, presidente dell'Associazione Strade Onlus e responsabile del progetto 'Rebecca' per la prevenzione e il trattamento della depressione in gravidanza e nel puerperio. Gli esperti calcolano che ogni anno 50-75 mila mamme italiane vengono colpite dal baby blues, con un costo sociale valutato in circa 500 milioni di euro su 12 mesi. Secondo gli esperti di Strade Onlus, i casi tanto gravi da costituire una minaccia per la vita del bebe' e da richiedere un Tso sono circa mille all'anno. Il trattamento sanitario obbligatorio extraospedaliero, ricorda una nota della Sigo, consente di adottare limitazioni della liberta' personale per ragioni di cura, all'interno dell'abitazione del paziente. Un'equipe specializzata potrebbe occuparsi continuativamente 24 ore su 24 delle donne con comportamenti potenzialmente omicidi, tutelando cosi' in maniera efficace sia la madre che il figlio, sostengono gli specialisti. "La depressione post partum si puo' prevenire - assicura Vittori - e i ginecologi italiani sono impegnati da tempo per diventare 'sentinelle'" contro questa triste emergenza. Ma quali sono i campanelli d'allarme? Al primo posto gli episodi di ansia o depressione durante la gravidanza, o una storia personale o familiare di depressione (81%), spiegano gli esperti. A seguire, precedenti casi di depressione post partum (78%), isolamento o condizioni socioeconomiche svantaggiate (63%) e problemi con il partner (58%). [...] http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Tso-alle-neomamme-per-combattere-depressione-post-partum-e-infanticidio_487886937.html |
Commenti a questo articolo: |
SIAMO IN MANO AI PAZZZZI |
| Scritto il 04/06/10 alle 19:25:52 GMT pubblicato da edo |
| ma come, una povera donna, magari dopo una brutta gravidanza, ha dei problemi e questi che fanno? Invece di aiutarla a distrarsi e riprendersi la rinchiudono in casa sotto osservazione? Se fossi donna col cazzo che farei + un figlio!! |
ma non capite? |
| Scritto il 04/06/10 alle 20:22:52 GMT pubblicato da Anonimo |
| Puniscono chi fa i figli, altro che depressione. A quando un incentivo per chi abortisce o la sterilizzazione come in Cina? |
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