Il Ponte non lo ferma più nessuno. Un'opera europea
Scritto il 02/07/10 alle 09:52:58 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Cronaca e Attualità“Se foste venuti a Catania” ha detto l’Ordinario di Ponti all’Università IUAV di Venezia “avreste capito quali menti, intelligenze e saperi stanno dietro la costruzione del Ponte che tanto bistrattate”
Si, proprio ad Architettura di Reggio Calabria, dopo lo ‘scandalo’ esploso per le nuove posizioni espresse al recente Convegno di Catania dal prof. Massimo Giovannini, rieletto da pochi giorni Rettore della Mediterranea, si è svolto un dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina.

L’occasione è venuta con la presentazione dell’interessante mostra del prof. ing. Enzo Siviero dal titolo ‘Ponteggiando’ che spaziando nel decennio 1999-2009 non poteva non includere anche il Ponte tra Scilla e Cariddi.
   Alla presenza del Rettore, ha tentato di far respirare aria nuova la riconfermata Preside di Facoltà, Francesca Fatta, che ha posto l’esigenza di evitare la divisione tra Ponte si e Ponte no, per focalizzare l’attenzione sul ‘perché il ponte’. Più esplicita la prof.ssa Laura Thermes che già a Catania si era distinta per il suo atteggiamento prefigurante gli scenari che la costruzione del Ponte determinerà nei territori interessati e che bisogna saper sapientemente governare.

   La sensazione di un uditorio non convinto è emersa sotto forma di domande o di interventi che denunciavano pregiudizi ideologici e atteggiamenti preconcetti frutto, forse, del pesante condizionamento che, negli anni passati, ha giocato l’ex Rettore Alessandro Bianchi fiero oppositore del Ponte, castrista dichiarato e assurto agli onori nazionali per la dichiarazione fatta subito dopo il giuramento al Quirinale, come Ministro delle Infrastrutture, quando ebbe a dire che mai il Ponte avrebbe visto la luce.  

   Argomentazioni (??) e domande, trite e ritrite, ripetitive, sempre le stesse, sulle difficoltà tecniche, sulla quantità di materiale da spostare, sullo sconvolgimento del centro di Messina, sui venti, sui terremoti, sulla condensa, sulla mancanza di tecnologie adeguate, sui finanziamenti, sul benaltrismo, sulla ‘ndrangheta e quant’altro, che dimostrano quanto poco ci si documenta mentre ci si lascia trascinare dai luoghi comuni della propaganda negazionista. Fatto ancor più grave, nel caso specifico, trattandosi di assistenti, docenti e ricercatori.

Un'opera da 'apostolato'
 Nella sua opera di ‘apostolato’, come ha voluto definire la propria azione, il prof. Enzo Siviero ha sottolineato che il Ponte, pur non nascendo per i territori che lo ospiteranno, essendo un’opera europea e segmento del corridoio 1, deve essere l’occasione che Reggio e Messina  dovranno saper utilizzare. “Non serve a niente continuare a dire No, perché il Ponte non lo ferma più nessuno. Al massimo si può rallentare la sua realizzazione, ma non lo si può più fermare”. Del resto a che servirebbe fermarlo? “Il ponte trasforma i luoghi, ma anche gli uomini”. E anche di questo ha bisogno il Mezzogiorno d’Italia.

   “I ponti uniscono, connettono, aiutano a conoscersi, a dialogare” ha continuato Siviero convinto più che mai che la costruzione di un ponte è sinonimo di Pace, mentre la sua distruzione è sinonimo di Guerra. “Se foste venuti a Catania” ha detto l’Ordinario di Ponti all’Università IUAV di Venezia, con un’energica tirata d’orecchie ai ‘disinformati’ docenti “avreste capito quali menti, intelligenze e saperi stanno dietro la costruzione del Ponte che tanto bistrattate”, e non avreste formulato, aggiungiamo noi, domande retoriche e senza basi scientifiche.

   Una richiesta, comunque, è venuta un po’ da tutti: perché non si organizza un convegno scientifico di livello anche a Reggio Calabria socializzando i livelli di conoscenza ormai raggiunti nel villaggio globale? Indirettamente è la conferma del black out imposto, nel passato, dalle scelte di Bianchi, ma è anche la conferma del clima nuovo che si vive ad Architettura dopo la ‘conversione’ del rieletto Giovannini.  Ne siamo veramente contenti.

Giovanni Alvaro
www.legnostorto.com

L'articolo e i commenti sono pubblicati sul sito: Una via per Oriana
La responsabilità dei commenti è dei rispettivi autori.