SUL SERIO, QUESTA SOCIETA' E' MALATA
Scritto il 13/07/10 alle 00:00:39 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Cronaca e AttualitàVenezia. I genitori di Roberta: «Ha ucciso nostra figlia, ma noi perdoniamo Andrea» contatti continui con la mamma e il papà dell'assassino: «Non possono vederlo, dev'essere un dolore immenso»
VENEZIA (11 luglio) - «Andrea, noi ti perdoniamo». A distanza di cinque giorni dall'efferato delitto di Spinea, Danilo Vanin e Gina Casarin ribadiscono la volontà di perdonare il carnefice della loro amata Roberta.

Il tempo sembra essersi fermato a martedì: stesso sguardo, stesso voce tremante. É ancora troppo presto per ricominciare a vivere. Nonostante il dolore e la disperazione, però, i Vanin sono vicini ai problemi dell'altra famiglia distrutta da questa immane tragedia, i Donaglio. «Con Anna, Cristian e Roberto (mamma, fratello e papà di Andrea) ci sentiamo continuamente - dice Gina - mi dispiace enormemente anche per loro e per Andrea stesso. La mamma non riesce a vederlo da tra giorni, ci vogliono troppi permessi. Per una madre è un dolore immenso essere lontana dai propri figli...».

Gina è distrutta dal dolore. Fatica a parlare e a stento trattiene le lacrime. Eppure, riesce a preoccuparsi anche per la sorte di quell'uomo che le ha strappato una figlia con 60 fendenti, inferti a più riprese con due coltelli.

Il perdono di Gina e Danilo ha impressionato tutti a Spinea, dal sindaco Silvano Checchin al parroco don Antonio Genovese. Una forza e un coraggio che, si augurano il primo cittadino e il sacerdote, possano servire da esempio all'intera comunità. «Cosa possiamo dire ancora? Niente, tanto sono tutte parole al vento, perché nessuno potrà restituirci Roberta. Non tornerà. Chi mi dà tutta questa forza? - spiega la signora Casarin -. Non può che arrivare da lei. Era Roberta quella forte, quella che metteva il massimo della passione nelle cose che amava. Il negozio, per esempio, lei lo adorava».

La tragedia ha fatto nascere un legame solido anche con Federico, il ragazzo con cui Roberta si frequentava da circa un mese. I genitori l'hanno conosciuto solo dopo la morte della donna. «È venuto qui da noi anche ieri sera (venerdì), è rimasto fino alle dieci. È un caro ragazzo».

Adesso hanno un unico desiderio. «Vogliamo vederla per l'ultima volta». La voglia di rivedere il volto di Roberta è più forte di ogni altra cosa. Più forte anche della paura di rivedere una figlia smembrata dalla furia omicida del suo aggressore. «Da quel giorno non l'abbiamo più rivista - continua mamma Gina - voglio salutarla prima di dirle addio». «Anche il magistrato ci ha consigliato di lasciar perdere - aggiunge papà Danilo - ma a noi non interessa, anche se è stata fatta a pezzi dobbiamo vederla. É nostra figlia».

Venerdì pomeriggio, i Vanin hanno ricevuto la visita dei due parroci di Spinea, don Antonio Genovese e don Marco Scattolon, parroco di Santa Bertilla. «Don Marco - ricorda Gina - Roberta la conosceva bene. Gli dava in concessione la sala della parrocchia per le sue serate a tema, dove faceva assaggiare i piatti di cucina alternativa che preparava lei. Il parroco ci ha detto: «ci mancherà il suo profumo. La sala, dopo che c'era lei, era uno splendore: pulita, profumata, piena di fiori»

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=110140&sez=NORDEST

L'articolo e i commenti sono pubblicati sul sito: Una via per Oriana
La responsabilità dei commenti è dei rispettivi autori.