Per una trans il carcere è un esperienza troppo ''sconvolgente''
Scritto il 16/07/10 alle 10:03:27 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Giustizia e IngiustiziaPur essendo stata riconosciuta colpevole di ben 14 capi d'accusa, un giudice inglese che ha deciso di evitare il carcere ad una transessuale accusata di aver scaricato materiale pedopornografico sul suo computer
Luke, ora Laura Voyce, 20 anni di Manchester, è riuscita a scampare alla prigione.

 Il giudice Lesley Newton ha infatti ritenuto la transessuale troppo fragile per poter affrontare l'esperienza della detenzione in una prigione maschile, che si sarebbe rivelata per lei un vero e proprio inferno. Questo perchè pur avendo avviato le pratiche per la richiesta del cambio di sesso ed essendo legalmente una donna, Laura deve ancora sottoporsi all'operazione che concluderebbe il suo percorso di transizione e la renderebbe biologicamente tale.

E così la pena a nove mesi di carcere è stata sospesa per un anno e per ora soppiantata da 100 ore di lavori socialmente utili e l'iscrizione al “Sex Offenders Register” per cinque anni. “Prendo queste accuse molto seriamente – ha spiegato Newton all'imputata – perché ci troviamo di fronte a bambini veri, vittime di abusi mostrati a tutti. Onestamente, meriteresti di andare in prigione, ma non me la sento di mandarti perché penso che il carcere sarebbe un’esperienza terribile e non so come potresti essere al sicuro in un ambiente del genere, pur con le migliori intenzioni di coloro che gestiscono tali strutture”.

Ma la scelta del giudice proprio non è andata giù alle associazioni di tutela dell'infanzia che hanno reagito con violenza alla notizia della sentenza. Michelle Elliot, fondatrice di Kidscape ha commentato: “La sentenza è completamente assurda. Trasmette il messaggio sbagliato che i sentimenti di questo transessuale sono più importanti delle emozioni vissute dai bambini in quelle immagini, che hanno dovuto subire questo terribile abuso”. “Sarebbe dovuta andare in prigione - ha inoltre aggiunto Elliot - non dovrebbero esserci circostanze particolari nei casi di abusi sui minori”.

La Voyce ed il suo legale hanno deciso di puntare la difesa sulla tesi che le immagini scoperte nel computer dell'allora Luke nel 2008 nell'ambito di un'altra inchiesta, le servissero per scendere a patti con la sua infanzia tormentata. “La mia cliente ha sofferto per tutta la gioventù di insicurezze sessuali legate alla sua condizione - ha spiegato Kay Driver, legale dell'accusata - che l’hanno portata ad isolarsi e ad essere vittima di episodi di bullismo, oltre che a sviluppare una mancanza di rispetto per il proprio corpo tale da spingerla a farsi usare dagli altri. Eppure ha mantenuto la sua innocenza, pur sapendo bene i danni causati da questi reati. Ecco perché mandarla in una prigione maschile la renderebbe estremamente vulnerabile”.

Il portavoce del Ministro di Giustizia ha fatto sapere di appoggiare pienamente la scelta del giudice Newton e che le decisioni in merito alla destinazione dei prigioni transessuali vengono prese dopo attente valutazioni dei rischi e delle circostanze. Ma poco importa del benestare del Ministro a Peter Saunders, capo esecutivo dell'Associazione Nazione delle Persone Abusate nell'Infanzia, che non ha mancato di mostrare il suo fermo disappunto nei confronti dell'accaduto.

“Sembra che il giudice abbia messo la sensibilità del condannato prima della preoccupazione per le vittime di questo vile crimine - ha commentato Saunders - Il fatto che il colpevole di questi crimini fosse una transessuale non avrebbe dovuto avere alcun peso nelle decisioni della corte visto la gravità del reato”.

VALENTINA VITALETTI
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