La clandestinità non è un'aggravante, scarcerati dieci spacciatori str
Scritto il 16/07/10 alle 10:07:40 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Giustizia e IngiustiziaPer dieci spacciatori già in cella, martedì pomeriggio si sono spalancate le porte carcere: tutti liberi, per effetto del pronunciamento della corte costituzionale
Un provvedimento choc, che ribalta quando deciso dal pacchetto sicurezza del ministro Roberto Maroni, che aveva stabilito l'aggravante dello stato di clandestinità anche in presenza di condanne inferiori ai 3 anni. Ciò significa che, secondo la norma inserita dal ministro leghista, anche chi veniva colpito da condanne inferiori a 3 anni (scontabili con la condizionale), se clandestino, doveva essere rinchiuso in carcere. Questo, negli ultimi anni, ha permesso a polizia e carabinieri di togliere dalla strada un gran numero di malavitosi. Ma ora, a quanto sembra, cambia tutto.

CORTE COSTITUZIONALE. È «discriminatoria» l'aggravante di clandestinità, introdotta nel luglio del 2008 con il primo pacchetto sicurezza e quindi in contrasto con il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione «che non tollera irragionevoli diversità di trattamento». Lo scrive la Corte Costituzionale nelle motivazioni della sentenza con la quale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma. La Consulta ha anche ritenuto l'aggravante in contrasto con l'articolo 25 della Carta «che prescrive in modo rigoroso che un soggetto debba essere sanzionato per le condotte tenute e non per le sue qualità personali». Nel suo ragionamento la Corte fa anche riferimento al reato di clandestinità introdotto nel 2009, con il secondo pacchetto sicurezza. E in proposito osserva: «La violazione delle norme sul controllo dei flussi migratori può essere penalmente sanzionata, per effetto di una scelta politica del legislatore, non censurabile in sede di controllo di legittimità costituzionale». Però «non può introdurre automaticamente e preventivamente un giudizio di pericolosità del soggetto responsabile, che deve essere frutto di un accertamento particolare, da effettuarsi caso per caso, con riguardo alle concrete circostanze oggettive e alle personali caratteristiche soggettive». La Consulta si rifà a sue precedenti pronunce per ribadire che i diritti inviolabili «spettano ai singoli, non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani».


TUTTI LIBERI. Così martedì pomeriggio dieci spacciatori finiti al Due Palazzi, sono diventati nuovamente uomini liberi, grazie all'ordine giunto dall'ufficio Esecuzioni Penali della procura. Piegati dal caldo e stretti nelle celle affollate del carcere, hanno ringraziato tutti e se ne sono andati.

NASREIE AKI. Un caso che vale per tutti gli altri è quello di Nasreie Aki, marocchino, classe '83. Il 23 settembre dello scorso anno era stato condannato a 1 anno e 3 mesi di reclusione (più 2.400 euro di multa) al termine di un rastrellamento delle piazze degli spritz. Lo straniero era stato trovato con alcune dosi di droga e, come se non bastasse, aveva colpito con calci e pugni un militare dell'esercito. Il suo status di clandestino aveva consentito agli agenti in servizio di arrestarlo. Ma ora la decisione della consulta della corte costituzionale fa di lui un uomo libero. Tecnicamente l'esecuzione della pena è «sospesa». Allo straniero (difeso dall'avvocato Paolo Parpajola del foro di Padova), che resta di fatto clandestino, è stato detto di presentarsi in questura. Cosa che difficilmente accadrà.

http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/la-clandestinita-non-e-unaggravante-a-padova-scarcerati-dieci-spacciatori/2171849

L'articolo e i commenti sono pubblicati sul sito: Una via per Oriana
La responsabilità dei commenti è dei rispettivi autori.