Circoncisioni, scoperta la farmacia |
| Scritto il 19/08/08 alle 13:15:54 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
I medicinali forse utilizzati anche per le infibulazioni BARI - Il locale, al piano terra di uno stabile in via Trevisani, nel quartiere Libertà, era frequentato da immigrati nigeriani che lo avevano trasformato in un punto di ritrovo e in una salone di parrucchiere. E invece all´interno erano custodite anche duecento confezioni di medicinali, farmaci con effetti antibiotici e antifiammatori, che, ipotizzano i carabinieri dei Nas, potrebbero essere impiegati dopo operazioni di circoncisione e infibulazione. Un fenomeno, come ha dimostrato il caso di Joseph, il bambino di due anni morto dopo un improvvisato e rudimentale intervento, diffuso anche nella comunità di nordafricani che vive a Bari. La scoperta dei carabinieri del Nas conferma, quindi, i sospetti degli investigatori, rafforzatisi dopo il caso del neonato, ucciso da un´operazione di circoncisione mal riuscita e soprattutto eseguita da mani non esperte e non in una normale sala operatoria. I militari del nucleo specializzato dell´arma, nel locale di via Trevisani, sono arrivati dopo una segnalazione. E hanno trovato le confezioni di farmaci, commercializzati non in Italia, ma provenienti dall´estero. Un particolare sul quale, adesso, si concentra l´attenzione dei carabinieri che, dopo il sequestro, hanno avanzato un´ipotesi. I medicinali, scoperti nel locale, vengono comunemente impiegati come antinfiammatori o antibiotici, per questo il sospetto è che fossero custoditi nel punto di ritrovo per essere usati dopo gli interventi di circoncisione o di infibulazione, una pratica quest´ultima vietata in Italia. Quando i militari sono arrivati in via Trevisani, all´interno del locale c´era una giovane donna nigeriana di 38 anni. Ai carabinieri non ha saputo dare spiegazioni della presenza dei medicinali, per lei è comunque scattata una denuncia. Ad affittare il locale però non era stata la donna, ma un´altra connazionale che al momento è irreperibile. I militari la stanno cercando. Nei prossimi giorni saranno analizzate le confezioni di farmaci (impiegate, probabilmente, non solo per scongiurare le eventuali complicazioni delle operazioni di mutilazione, e quindi le infezioni, ma anche per la cura di patologie normali). Tra i medicinali anche prodotti usati per rendere più chiara la pelle. I carabinieri pensano che il locale di via Trevisani non fosse anche l´improvvisata sala operatoria dove le operazioni sono state eseguite, ma soltanto il punto di smistamento dei medicinali. Per questo, ora, le indagini puntano a risalire anche ai luoghi, semplici abitazioni probabilmente, vecchie case affittate agli immigrati, dove i bambini vengono sottoposti a questo tipo di interventi. Del resto il cittadino nigeriano, arrestato dalla polizia il 23 luglio con l´accusa di aver causato la morte di Joseph, effettuando un´operazione di circoncisione, ha ammesso subito di essere stato lui l´improvvisato chirurgo, lasciando intendere di non essersi limitato a quel solo intervento. E la donna immigrata che aveva contattato l´uomo, alla madre del piccolo aveva consigliato l´intervento, «altrimenti - aveva detto - tuo figlio diventerà troppo grande e l´operazione più dolorosa». da ESPRESSO REPUBBLICA |
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circoncisioni e infibulazioni |
| Scritto il 19/08/08 alle 23:06:13 GMT pubblicato da giuliana |
| Basterebbe usare il pugno duro e non farebbero più i furbi. Soprattutto non dovrebbero esistere dei giudici talmente irresponsabili da liquidare il tutto come tradizioni e usanze. Per ovviare a questo inconveniente ci vuole una legge molto chiara che non permetta sbavature e interpretazioni personali. Propongo di cacciare dall'Italia quei genitori che si sono macchiati di tale orrendo crimine, anche se per l'intervento hanno approfittato di una vacanza al proprio paese d'origine. Prima o poi, in occasione di visite mediche, la verità verrebbe a galla e da quel preciso momento farei scattare l'immediata espulsione, anche dopo anni di residenza. |
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