Scarcerazioni di Melito: la rabbia del gip
Scritto il 03/09/08 alle 09:41:11 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Giustizia e IngiustiziaCampoli replica al pm Roberti: "Mancanza di equilibrio"

Un aspro botta e risposta tra magistrati. Ed un vecchio focolaio che si riaccende tra l´ufficio della Procura e quello del Giudice per le indagini preliminari, dopo il caso delle scarcerazioni choc di Melito. «Quel provvedimento è un´offesa allo Stato», aveva accusato il procuratore aggiunto, capo della Direzione distrettuale antimafia, Franco Roberti in un´intervista a Repubblica, criticando la decisione del gip Enrico Campoli. E ieri il gip ha inviato la sua replica, venata di collera. «Il dottor Roberti ha perso un´occasione per essere equilibrato».
A provocare lo strappo c´è la decisione con cui il gip, venerdì scorso, all´esito di un´udienza di convalida, ha rimesso in libertà i due rampolli di camorra, Francesco Ferro e Raffaele Amato, quest´ultimo nipote del boss della cosca degli Scissionisti, accusati di avere mosso una folla di cento persone all´assalto dei carabinieri per impedire la propria cattura.

Per il pm, la pericolosità sociale dei due indagati andava fronteggiata con la custodia in carcere. Di altro avviso il gip: che li scarcera, ma impone loro l´obbligo della firma in caserma per due volte al giorno. Una mossa che scatena reazioni di "sdegno" e "avvilimento". Insorgono da schieramenti opposti l´Idv e la Destra. Il segretario di An, Luigi Bobbio, chiede l´invio degli ispettori.

Protestano i sindacati delle forze dell´ordine. E Roberti tuona («Così passa il messaggio che ribalderia e tracotanza criminale premiano. Quei signori, tornati a casa impuniti, pensano di poter fare di più e meglio»), incassando il plauso del coordinatore provinciale dell´Anci, il sindaco Enzo Cuomo.

Ma l´affondo viene seccamente respinto dal gip Campoli. Che scrive al nostro giornale: «A differenza del dottor Roberti, che nell´intervista a Repubblica, con il suo "no comment", non concede al sottoscritto la "buona fede" nell´assumere provvedimenti giudiziari riguardanti la camorra (ricordo che sono il giudice che si occupa attualmente di delicatissime vicende di tal tipo) e fermo restando ogni iniziativa giudiziaria ed istituzionale tesa alla tutela della mia dignità umana e professionale, io la "buona fede" gliela concedo. Ed affermo - scrive Campoli - che ha perso un´ottima occasione per dimostrare di essere un magistrato equilibrato e ne ha data una in più a chi vuole la separazione tra magistrati del pubblico ministero e magistrati giudicanti».

Controreplica del procuratore Roberti. «Come si evince dal testo dell´intervista, io non entro in tale merito e non metto in dubbio la buona fede del dottor Campoli. Ribadisco invece la critica ad un provvedimento che ha suscitato forte sconcerto, come attesta la pubblicazione di numerose reazioni, di ogni provenienza». Aggiunge inoltre Roberti. «Non è mia abitudine commentare le misure adottate dai giudici, rispetto tutti i provvedimenti, anche quelli che non condivido. Ho ritenuto di esprimere, questa volta, la posizione della Procura di fronte allo smarrimento che saliva dell´opinione pubblica».
(01 settembre 2008)

Conchita Sannino
REPUBBLICA

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