NATALE: DAL PAKISTAN ALL'INDONESIA, CRISTIANI A RISCHIO |
| Scritto il 26/12/10 alle 09:55:11 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Natale sotto assedio per molti cristiani nel mondo Dalle marce di protesta indette nel Pakistan ancora scosso dalla condanna a morte di Asia Bibi al raduno dei fondamentalisti indu' nell'Orissa indiana, il 25 dicembre rischia di innescare nuove persecuzioni e violenze contro i fedeli. Ecco la situazione dei cristiani nei Paesi in cui sono piu' minacciati: - PAKISTAN: Natale ad alta tensione in Pakistan, dove la comunita' cristiana e' ancora scossa dalla condanna a morte di Asia Bibi, la madre di 5 figli accusata di blasfemia contro il profeta Maometto. L'appello che decidera' il destino della donna e' ancora pendente presso l'Alta Corte di Lahore, malgrado la richiesta lanciata dai leader cristiani di liberarla prima delle festivita' natalizie. Intanto, la contestata legge sulla blasfemia rischia di accendere la miccia degli scontri religiosi. Proprio nel giorno di Natale, infatti, la Conferenza dei partiti cristiani ha deciso di dar vita a un'imponente marcia per le strade del Pakistan per chiedere l'abolizione del provvedimento. Una scelta che ha suscitato le ire dei musulmani. - INDIA: A Mumbai i cristiani hanno celebrato l'avvento del Natale con un grande raduno interreligioso, a cui ha preso parte anche il cardinale Oswald Gracias, arcivescovo metropolita della citta'. La situazione dei fedeli, tuttavia, rimane fortemente a rischio, soprattutto nell'Orissa. I fondamentalisti indu' hanno infatti annunciato per il giorno di Natale un raduno nel distretto di Kandhamal in memoria di un membro della loro tribu', Khageswar Mallick, che nel 2007 rimase ucciso mentre tentava di assalire una chiesa. Un omicidio per cui vennero accusati, senza prove, dei cattolici del posto. - EGITTO: Situazione a rischio anche in Egitto, dove vive una forte comunita' cristiana (circa il 10% della popolazione). Il mese scorso due copti sono rimasti uccisi e 150 sono stati arrestati in seguito ai pesanti scontri con la polizia avvenuti davanti alla sede del governatorato di Giza. All'origine della protesta, il blocco imposto dalle autorita' locali alla costruzione di una chiesa a Talbiya, nella zona delle Piramidi. - MEDIO ORIENTE: a Betlemme, come ogni anno, il patriraca latino, Fouad Twal, celebrera' la messa di mezzanotte nella Basilica della Nativita', a cui parteciperanno anche i piu' alti esponenti dell'Anp, compreso Abu Mazen. Festa in sordina, con pochi addobbi per le strade e la croce bandita dai souvenir per i pellegrini per motivi precauzionali. La crescita del fondamentalismo islamico ha provocato una riduzione costante della popolazione locale, scesa da oltre 18 mila persone a circa 11 mila. Clima poco festoso anche a Gaza, dove la vita dei 3 mila cristiani residenti e' peggiorata notevolmente con la salita al potere di Hamas. - NIGERIA: Natale elettorale per i nigeriani che ad aprile saranno chiamati a scegliere il nuovo presidente. Subito dopo le feste inizieranno le primarie del partito al governo (PDP) e i delegati dovranno scegliere tra il candidato del nord a maggioranza musulmana, Atiku Abubakar, e il presidente in carica, Goodluck Jonathan, originario del sud cristiano. Nel frattempo, come ogni anno, il Natale viene atteso con ansia e vissuto con grande partecipazione dalle confessioni cristiane del Paese. Il Natale e' molto rispettato anche dalla componente musulmana ma non bisogna dimenticare che la Nigeria e' il Paese dove probabilmente nell'ultimo decennio si sono registrati gli scontri a matrice religiosa piu' cruenti al mondo. - INDONESIA: Il Consiglio degli Ulema dell'Indonesia, il piu' alto organismo islamico del Paese, ha definito "eccessivi e provocatori" gli addobbi natalizi nei centri commerciali e negli altri luoghi pubblici: sarebbero offensivi nei confronti della maggioranza musulmana. Circa il 90% dei 234 milioni di indonesiani pratica l'Islam. Nel Paese, tuttavia, e' presente una minoranza cristiana spesso perseguitata da gruppi radicali musulmani. agi |
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