Stupro di massa in Congo: strategia di guerriglia
Scritto il 09/01/11 alle 11:41:37 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Cronaca e AttualitàAggredite, legate mani e piedi e ripetutamente colpite fino a perdere conoscenza ed una volta svenute, sono state violentate sotto gli occhi dei propri figli

Il nuovo episodio di violenza si è consumato a South Kivu, nel nord est del paese, per mano di un gruppo di ribelli.

Le donne, che si trovavano nelle loro abitazioni, sono state aggredite, legate mani e piedi e ripetutamente colpite fino a perdere conoscenza ed una volta svenute, sono state violentate sotto gli occhi dei propri figli.

“Gli attacchi sono stati compiuti da circa quattro uomini alla volta” racconta Annemarie Loof, rappresentante di Medici senza frontiere “i negozi e le case sono stati saccheggiati”.

Non è la prima volta che nella Repubblica democratica del Congo si verificano tali episodi, lo stupro di massa è usato spesso come strategia di guerriglia.

A volte sono proprio le truppe governative ad essere accusate di queste barbarie.

Nel 2009 sono stati denunciati più di 15mila stupri e si presume che il numero delle violenze che non vengono denunciate sia ancora maggiore.

Il 17 ottobre del 2010, per la prima volta nella storia del Paese, le donne sono scese in piazza a Bukavu, capitale della provincia Sud-Kivu, per protestare contro il terrorismo sessuale, a guidare il corteo Olive Lembe Kabila, la First Lady del Congo.

“Dobbiamo lottare contro l’impunità, fare in modo che i colpevoli delle violenze vengano puniti e permettere alle donne di riconquistare la dignità”

Queste le parole di Rene Rukunghu, dottore all’ospedale di Bukavu, il quale si auspica che la comunità internazionale venga a conoscenza di quanto accade alle donne congolesi, di come la violenza contro le stesse, sia usata sistematicamente come arma da guerra.

Facciamo bene a rabbrividire di fronte a queste notizie, gli uomini che le compiono toccano il livello più basso nella scala di valori che contraddistingue l’essere umano.

Ma purtroppo, guardando a ritroso nella storia, quello che succede oggi nel Congo non è così lontano da quello accaduto alle nostre donne nel 1944, dopo lo sbarco degli alleati ad Anzio.

Nelle campagne del nostro sud, più di 60mila donne hanno subito la stessa sorte. Le vittime furono anziane, adolescenti e bambine, date in pasto alla furia bestiale delle truppe guidate dal generale Juin, dopo la battaglia di Cassino.

Come ricompensa ai suoi reparti di Goumiers (da goum, reparto militare marocchino arruolato nel medesimo villaggio o clan ), il generale diete carta bianca per due giorni.

Il premio consisteva nel diritto di vita e di morte sulle popolazioni civili, il saccheggio dei beni e la violenza sulle donne. Così in quei due giorni i militari rubarono, uccisero e violentarono tutte le donne incontrate sulla loro strada, dagli otto agli ottant’anni, obbligando padri e mariti ad assistervi.

Detto ciò, non possiamo e non dobbiamo sentirci distanti da quello che subiscono in questi giorni le donne congolesi.

La guerra ha lo stesso sapore di crudeltà ed efferatezza ad ogni latitudine ed in ogni epoca.

www.vogliosapere.org/2011/01/07/stupro-di-massa-in-congo-strategia-di-guerriglia/

L'articolo e i commenti sono pubblicati sul sito: Una via per Oriana
La responsabilità dei commenti è dei rispettivi autori.