Al Qaeda, ritiratevi o colpiremo ancora
Scritto il 09/11/08 alle 13:01:41 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
IslamMinaccia del capo di Al Qaeda in Iraq, Abu Omar al Baghdadi al nuovo inquilino della Casa Bianca

«Ritiratevi dai nostri Paesi». Con questo invito che suona come minaccia, il capo di Al Qaeda in Iraq, Abu Omar al Baghdadi, si rivolge al nuovo inquilino della Casa Bianca. Dopo gli inviti a votare democratico per «umiliare Bush», l'organizzazione che ha colpito al cuore gli Stati Uniti commenta ufficialmente l'elezione di Barack Obama.

L'emiro della Mesopotamia si rivolge al nuovo governante e «ai capi degli Stati cristiani» perchè ora agiscano affinchè «la pace sia su chi segue la retta via».

Potrebbe sembrare una mano tesa che viene però smentita quando Al Baghdadi afferma che «se continuere a perseverare nei vostri errori, sarete puniti come lo siete stati in passato».
Non solo consiglia tutti a «convertirsi» così da evitare la morte.

Un analogo messaggio è partito dai talebani d'Afghanistan. Il portavoce del movimento, Qari Yusuf Ahmadi, si rivolge a Obama. «Il nuovo presidente degli Stati Uniti può iniziare una nuova era di pace nel mondo ma deve ritirare le truppe dall'Afghanistan».

Argomenti simili tra due rappresentanti di quella zona oscura che in questi anni ha seminato terrore nel mondo. Silenzio invece da parte dei leader supremi di Al Qaeda. Nessun messaggio da parte di Ayman al Zawahri. Tace Osama Bin Laden. Appare strano che lo sceicco di Al Qaeda che ha fatto della comunicazione una delle sue armi migliori resti in silenzio e non colga l'occasione di commentare l'elezione di un afroamericano alla Casa Bianca.

La pressione militare nelle aree tribali del Pakistan con i Predator in volo che scandagliano le comunicazioni, hanno messo in crisi la macchina propagandistica di Al Qaeda. Meglio il silenzio che rischiare di essere uccisi o peggio catturati. Ma non è escluso che un messaggio dei vertici del terrorismo internazionale arrivi come si aspettano del resto anche i servizi segreti Usa. Un messaggio affidato a una staffetta che attraverso le montagne porti il comunicato dei capi. Evitando telefoni e tracce informatiche. Del resto la «cyber war» americana sta vincendo la battaglia contro la «cyber jihad»: siti oscurati e propaganda azzerrata. Ma intorno a Obama sono staterafforzate le misure di sicurezza.

Maurizio Piccirilli
IL TEMPO

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