TU PROSTITUTA di Maria Cristina Giongo
Scritto il 18/05/11 alle 14:45:59 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Libri e RecensioniIn questo articolo Roberto Allegri, autorevole giornalista e scrittore, commenta il nuovo libro di Maria Cristina Giongo, appena uscito. Un libro sul sesso, non per provocare ma per capire

Viviamo in un tempo dominato dal sesso. Non si può negare, il sesso è ovunque: domina le cronache dei giornali, i programmi televisivi, il cinema, la letteratura. Serve per vendere di più, per provocare, richiamare,sottolineare, incidere, far ricordare.

Nella pubblicità, anche il più piccolo e innocuo prodotto è spesso accostato al sesso per renderlo più accattivante. Nei romanzi e nei film si trovano scene di sesso chiaramente inserite “a forza” nella trama, per rendere il tutto più piccante. “Sexy” è uno degli aggettivi più usati nel mondo della moda. La ricerca del piacere è considerata quasi un dovere.

E’ la cultura di quest’epoca e insegna a tutti che si deve essere attraenti, desiderabili, maliziosi, disponibili. La pornografia è una delle industrie più fiorenti, specie quella su internet, e si calcola che siano più di sei milioni in Italia gli utenti dei siti a luce rossa.

Il sesso impera e lo fa anche, purtroppo, con il suo volto più oscuro e spaventoso, quello della pedofilia, della violenza, della costrizione, delle perversioni, del ricatto.

Viviamo insomma talmente sommersi dal sesso e dalle sue sfaccettature da esserne quasi assuefatti. Così, ogni volta che qualcuno si permette di far notare che forse i costumi sono troppo “liberi” e che forse si sta esagerando, ecco che viene subito etichettato come moralista, bacchettone, baciapile, controcorrente.

In mezzo a tutta questa confusione quindi, è davvero complicato parlare o scrivere di sesso in modo serio. Ma è importante farlo, perché la sessualità è insita nell’uomo, fa parte della sua natura, e non si può trascurare. Un giornalista o uno scrittore non può trascurarlo.

In più, ora che è decisamente un fenomeno sociale e una vera e propria forma di cultura, è impossibile da ignorare. Allora, il problema è parlarne o scriverne con eleganza, tatto e delicatezza. Il difficile è parlarne o scriverne per capire e far capire, e non per provocare. Ed è proprio quello che ha fatto Maria Cristina Giongo con il libro “Tu prostituta” (Laura Capone editore).

Un libro sincero, vero e coraggioso. Un’inchiesta giornalistica approfondita ma nello stesso tempo agile e leggera come una lettera privata scritta ad un amica. Cristina Giongo, giornalista DOC, indaga nel mondo della prostituzione facendo amicizia proprio con una donna che esercita quella che viene definita “la professione più vecchia del mondo”.

E attraverso la descrizione dei loro incontri, delle conversazioni, delle telefonate e delle email che si scrivono, traccia un ritratto “umano” di chi si prostituisce per libera scelta, facendo bene attenzione a due cose basilari. Prima di tutto, non giudica assolutamente, non punta il dito, non sale in cattedra né esprime i soliti moralismi scontati.

E poi Cristina non va alla ricerca del pruriginoso, dello scabroso – ed è un argomento, quello trattato nel libro, che si presterebbe benissimo a questo – né descrive la prostituzione come un fenomeno sociale da analizzare in maniera asettica.

Invece, con molto tatto e maestria, evidenzia i lati umani della vicenda, fa emergere la persona che è la protagonista, e le sue scelte di vita. Cristina scrive di sesso nel suo libro, senza nascondere nulla perché non si può raccontare di una prostituta che soddisfa i desideri più intimi dei suoi clienti senza entrare anche nei dettagli. Ma, è questo è la forza del libro, Cristina lo fa in punta di piedi, con discrezione, precisa ma nello stesso tempo delicata.

Il titolo del libro mi ha subito fatto venire in mente un film spagnolo del 2004 intitolato “Yo puta”, diretto da Maria Lindòn e basato sull’omonimo romanzo-inchiesta di Isabel Pisano. Il paragone con il libro di Cristina è stato immediato.

Il film, che era interpretato da Daryl Hannah, si addentrava nel lavoro di prostitute e gigolò ma lo faceva con sfoggio di scene “hot” tanto che nel cast del film figuravano anche diverse famose pornostar. Niente a che vedere quindi con l’eleganza di Cristina Giongo e del suo “Tu prostituta”, che riesce a fare appassionare alla protagonista della storia proprio perché la presenta non come una “dea del sesso” ma come una semplice persona.

Roberto Allegri

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