La violenza pakistana
Scritto il 14/07/11 alle 13:51:06 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
IslamLa generale avanzata delle frange più estremiste e religiose del Pakistan si fa sempre più incombente sul potere politico

Si sa, il Pakistan è uno dei Paesi più “turbolenti” del mondo. Gli scontri etnici continuano a solcare la nazione lasciando scie di cadaveri. Negli ultimi tre giorni nella città portuale di Karachi, il centro abitato pakistano più esteso, con i suoi tredici milioni di abitanti, hanno perso la vita ben settanta persone, trentasette solamente nella giornata di giovedì 7 luglio.

La città ha una lunga storia di lotte confessionali ed etniche che nell’ultimo periodo hanno raggiunto livelli di violenza mai così elevati. Gli scontri vedono protagonisti il Mattuahida Qaumi Movement (Mqm), che rappresenta la popolazione di lingua Urdu, e il Partito Nazionalista Awami (Anp), che invece difende le ragioni della popolazione di lingua Pashtu. Le due fazioni si accusano reciprocamente di aver dato il “la” agli scontri finalizzati, per entrambe i contendenti, a conquistare il controllo politico dell’importante città commerciale.

In tale clima di violenza Karachi si è fermata. Negozi e stazioni di servizio sono chiuse, in risposta all’appello del Mqm a una giornata di lutto. I mezzi pubblici per lo stesso motivo non circolano, e la popolazione, stavolta per paura, è chiusa in casa.

In risposta il governo di Islamabad ha incrementato le forze di polizia nell’area urbana ordinando di sparare a vista a chiunque sia coinvolto in atti di violenza. Inoltre il primo ministro Yusuf Gilani ha invitato la popolazione alla calma, a non cedere al panico, mentre l’ambasciatore statunitense a Islamabad definisce la situazione “preoccupante”. [...]

Sul fronte della lotta al terrorismo l’esercito pakistano continua la sua campagna sul confine afghano impegnando in violenti scontri i talebani. Di pochi giorni fa è la notizia di un acceso scontro a fuoco che tra regolari pakistani e guerriglieri afghani, nel distretto di Kurram, nel nord ovest del Paese, in cui hanno trovato la morte 40 talebani. L’intensificarsi delle operazioni pakistane ha generato una nuova massa di sfollati, che a detta di Islamabad verranno accolti in tendopoli appositamente istallate.

La guerriglia di confine e il terrorismo non sono gli unici problemi da cui il Pakistan è afflitto. In una recente intervista rilasciata all’agenzia Fides una suora impegnata nel Punjab denuncia le condizioni di forte disagio in cui si trova la minoranza cristiana, che non riesce a trovare giustizia davanti ai tribunali, fortemente corrotti, asserviti al potere politico o a leader islamici fondamentalisti che godono del supporto del governo di Asif Ali Zardari.

Tale situazione di disagio per le minoranze, non solo quella cristiana, certamente dal 30 giugno ha iniziato a peggiorare in quanto è stato abolito il Ministero delle minoranze, in un ottica di riorganizzazione in cui sono stati sciolti anche il Ministero dello sviluppo femminile e quello della salute.

La generale avanzata delle frange più estremiste e religiose del Pakistan si fa sempre più incombente sul potere politico. Per le strade i gruppi più estremisti sentono di poter lottare a suon di bombe e Kalashnikov per la leadership, mentre il governo abolisce ministeri “moderati” che avrebbero dovuto tutelare quelle categorie che più vengono vessate da tali gruppi: le minoranze e le donne.

http://www.wakeupnews.eu/la-violenza-pakistana/

L'articolo e i commenti sono pubblicati sul sito: Una via per Oriana
La responsabilità dei commenti è dei rispettivi autori.