La Tunisia torna al medioevo islamico?
Scritto il 16/07/11 alle 19:35:45 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
IslamIn Tunisia il partito  an-Nahda è nettamente avanti secondo gli ultimi sondaggi

L’ombra degli islamisti sulla Tunisia. Il paese che, pur tra mille contraddizioni, si era eretto a baluardo della laicità dello Stato nel Maghreb adottando standard di vita occidentali, oggi sembra vivere un risveglio islamico. L’ascesa dei movimenti salafiti ha messo in allarme i movimenti di femministe e di attivisti per i diritti umani preoccupati che possa essere messo in discussione quel sistema di pari opportunità costruito a partire dagli anni Cinquanta. A questo sistema aveva innegabilmente contribuito l’ex presidente deposto Zine El Abidine Ben Ali, costretto a fuggire in Arabia Saudita dopo una sollevazione popolare innescata da rivendicazioni politiche, economiche e sociali che ha fatto da detonatore alla ‘primavera araba’.

RISVOLTI IMPREVISTI - I segnali che vengono dal paese nordafricano nelle ultime settimane indicano che il vento del cambiamento, che ha iniziato a soffiare a gennaio con la caduta di Ben Ali, potrebbe portare a risultati imprevedibili fino a pochi mesi fa tanto che molti osservatori occidentali guardano con sempre più timore alle elezioni per l’assemblea costituente ufficiosamente fissate per il 23 ottobre. Il partito islamico tunisino an-Nahda è nettamente avanti secondo gli ultimi sondaggi resi noti a metà giugno sulle intenzioni di voto dei tunisini. Il movimento guidato da Rachid Gannouchi, ritornato in patria dopo anni di esilio subito dopo la caduta del regime, è in testa con il 16,9% delle preferenze e stacca del 6,4 % lo storico partito socialdemocratico Pdp di Nejb Chebb. [...]

“Questa è un’anticipazione di quello che ci aspetta se non prenderemo seri provvedimenti contro questi apprendisti stregoni. Altrimenti niente li fermerà dall’attaccare hotel, night club o gente comune che siede al ristorante”, è l’allarme dell’opinionista Taieb Zahar sul mensile ‘Realites’. Non è dello stesso parere ovviamente Abdelmajid Habibi, leader del movimento salafita Tahrir, accusato dell’attacco al cinema. “Il paese non ha bisogno di mostrare un film come questo, in particolare con una situazione in divenire come lo è quella della Tunisia. Questo è un deliberato tentativo di provocare la gente”, ha dichiarato. Se il rigurgito islamista, temuto dall’Occidente, sembra concretizzarsi, tutti i leader salafiti continuano a inviare segnali rassicuranti alla popolazione, dichiarando che non verrà intaccato lo stile di vita occidentale dei tunisini. In caso di vittoria alle elezioni, ha confermato lo stesso Gannouchi, non sarà vietato alle donne prendere il sole in bikini o bere alcol. Ma il leader islamico ha precisato che sarà scoraggiato questo tipo di comportamento.

“Non significa che siamo favorevoli all’alcol, ma credo che sia deleterio, a noi non piace – è il commento di Gannouchi – non vogliamo costringere le persone a fare un certo tipo di cose, ma convincerle”. Malgrado ciò, la fluidità dell’attuale situazione in Tunisia lascia aperto più di un punto interrogativo sulle effettive intenzioni dei salafiti. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le manifestazioni di islamisti per chiedere l’uso del velo per le donne e l’obbligo di farsi crescere la barba per i maschi. Intanto, le donne islamiste hanno già ottenuto la prima vittoria. Ad aprile il governo ha concesso loro di poter mettere le foto con il velo sui documenti di identità. (Aki)

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