Mubarak in coma, l'Egitto sotto ricatto arabo |
| Scritto il 18/07/11 alle 12:37:45 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Condizioni volte a creare una piccola Nato sunnita, con funzione anti iraniana L'ex presidente egiziano sarebbe in coma irreversibile, anche se il direttore dell'ospedale di Sharm el Sheik dov'è ricoverato nega l'indiscrezione. Nel frattempo l'Egitto è stretto tra due morse: il ritorno delle proteste di piazza, che oggi sono concentrate soprattutto contro il vero capo del governo negli ultimi decenni, il generale Muhammad Tantawi, che guida la giunta militare (per non parlare del generale-speculatore edile Salem, fuggito in Spagna con una parte del tesoro nazionale). Oltre alla protesta, c'è poi la realtà economica, col PIL passato in poco più di un anno da un +5,5% a un probabile +1%, che significa peggio che stagnazione, in un Paese comunque povero, con alta inflazione e disoccupazione e con poco welfare. Il nodo principale riguarda le condizioni poste al governo egiziano dagli Stati della penisola arabica. Secondo Debka file si tratta di tre condizioni volte a creare una piccola Nato sunnita, con funzione anti iraniana. L'economia egiziana -dopo un rimpasto di governo- è ora nelle mani di Hazem El Beblawi, economista che lavora come advisor per l'Arab Monetary Fund basato negli Emirati, nominato anche Primo ministro egiziano. Allo scopo di sostenere la sua azione, la UAE ha impegnato aiuti per $3 miliardi, l'Arabia per $4 mld, il Qatar per $500 milioni. Gli USA ne hanno promesso 4 miliardi. Si tratta di quasi 12 miliardi: troppo poco per una nazione di 100 milioni di abitanti, che non è possibile spremere oltre, come si sta facendo in Italia. Pertanto il governo del Cairo si dovrà accontentare degli aiuti dei fratelli sunniti. Ma a tre condizioni: 1. Il Supremo Consiglio militare dovrà spezzare i legami con Obama e gli USA. 2. I generali dovranno mettersi sotto la guida del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), in funzione di un'alleanza in grado di controbilanciare la forza dell'Iran nel caso di una guerra contro Teheran. 3. La Giunta militare dovrà bloccare tutte le proteste di piazza (considerate a Riyad una fonte di possibili epidemie), e restaurare legge (islamica) e ordine (nei bazar come a piazza Tahir). Capitan America sta dietro ai sauditi e agli Emirati, oppure dà segni di insofferenza? lapulcedivoltaire.blogosfere.it |
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