Anche gli immigrati raccoglieranno dati per il censimento |
| Scritto il 14/08/11 alle 15:32:29 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
Milano, accolto il ricorso di una peruviana: "Una discriminazione escluderla", bandi da rifare Il Comune di Milano discrimina gli extracomunitari. Lo stabilisce una sentenza del Tribunale del Lavoro che condanna Palazzo Marino a riaprire il bando per i posti di rilevatori e coordinatori del censimento, finora riservati ai cittadini italiani o europei, oltre a pagare 4000 euro per le spese processuali. Entro oggi anche il Tribunale di Genova dovrà decidere in merito all’amministrazione guidata dal sindaco Marta Vincenzi. Dopo la decisione del giudice Riccardo Atanasio, l’assessore milanese ai Servizi civici Daniela Benelli annuncia iniziative all’Anci per aprire una discussione sui diritti civili negati agli stranieri. A Genova la Vincenzi nei giorni scorsi aveva già definito «una limitazione dei diritti» il fatto che i cittadini extracomunitari non potessero accedere ai bandi. «E’ un miglioramento rispetto a chi si scaglia contro i giudici comunisti, però perché queste amministrazioni non sono intervenute prima, invece di aspettare le sentenze e soprattutto perché si sono costituite in tribunale contro gli extracomunitari? sottolinea l’avvocato Alberto Guariso, che ha portato avanti l’azione legale a Milano e a Genova, con la collega Elena Fiorini, entrambi referenti dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione e Avvocati per Niente -. E’ vero che a Milano il bando era stato pubblicato dalla precedente giunta, ma a giugno avevamo avvertito l’attuale amministrazione della situazione e del nostro ricorso. Sono andati avanti lo stesso». La vicenda riguarda tre persone, una sessantenne peruviana madre di una ragazza nata a Milano, un mediatore culturale marocchino e una studentessa universitaria peruviana arrivata a Genova quando aveva 11 anni, ma il significato della causa e della sentenza va al di là dei singoli casi. Tutto nasce quando l’Istat incarica i Comuni di provvedere a scegliere i rilevatori del prossimo censimento, cercando prima all’interno dell’amministrazione stessa e poi con una selezione pubblica per titoli finalizzata alla formazione di una graduatoria, entro la metà di settembre. Tra i requisiti richiesti, tra cui ad esempio il titolo di scuola media superiore, la cittadinanza italiana o europea. Perché? «Perché si tratta di incaricati di pubblico servizio la tesi della controparte -. La legge prevede che possano accedere agli impieghi civili delle Pubbliche Amministrazioni i soggetti che posseggano la cittadinanza italiana» o europea. Non potendo nemmeno presentare la domanda, tre cittadini extracomunitarisi sono rivolti al giudice, una a Milano e due a Genova: «Lo facciamo per tutti, non solo per noi». «L’articolo 51 della Costituzione dispone che tutti i cittadini possono accedere ai pubblici uffici» la tesi dei ricorrenti. E la convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, ratificata dall’Italia nel 1981, stabilisce che ogni Stato membro «si impegna a formulare e attuare una politica nazionale diretta e promuovere e garantire la parità di opportunità e trattamento in materia di occupazione per le persone che in quanto lavoratori migranti o familiari degli stessi si trovino legalmente sul suo territorio. Ogni Stato membro deve abrogare qualsiasi disposizione legislativa e modificare qualsiasi disposizione o prassi amministrativa incompatibili con questa politica». Unica eccezione, restrizioni «qualora siano necessarie nell’interesse dello Stato». La sentenza stabilisce che il comportamento discriminatorio del Comune deve cessare e Palazzo Marino è condannato a pubblicare con la massima diffusione un nuovo avviso che consenta anche agli extracomunitari di presentare le domande per partecipare alla selezione pubblica, con un termine non inferiore ai 28 giorni. http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/415624/ |
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