''Genitori troppo anziani'' E la figlia va in adozione
Scritto il 16/09/11 alle 14:17:11 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Giustizia e IngiustiziaTorino: 70 anni lui, 58 lei. I giudici: la piccola rischia di restare orfana

Da una parte le ragioni del cuore. Dall’altra quelle della legge. Le prime hanno spinto una coppia a ricorrere alla fecondazione eterologa all’estero per diventare genitori nonostante l’età, 58 lei, 70 lui. Quelle del Tribunale dei minori di Torino hanno, invece, stabilito che la loro bambina dovrà essere data in adozione. Viola, il nome è di fantasia, oggi ha 16 mesi e da 15 vive con una famiglia affidataria. In tutto questo tempo i giudici, aiutati da psicologi e psichiatri, hanno studiato il caso. Una realtà complessa e delicata che vede come protagonista una giovane vita desiderata e concepita da quelli che molti definiscono come genitori-nonni. Troppo anziani per allevare un figlio.

E ora il verdetto del collegio presieduto dal giudice Donata Clerici fotografa la scelta di un uomo e una donna «fondata sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni». E ancora: «Non si sono posti seriamente domande in merito al fatto che Viola si ritroverà orfana in giovane età».

Eppure i genitori di Viola, Gabriella e Luigi Deambrosis - lei bibliotecaria, lui impiegato, ex sindaco di un piccolo centro del Monferrato -, raccontano un’altra verità. «Per noi è stato come subire un furto - dicono, tenendosi per mano -. Ma le vere vittime di questa ingiustizia non siamo noi: è la nostra bimba. Perché deve essere strappata alla sua famiglia d’origine? Guardi queste foto, guardi come sorride quando sta con noi, la vediamo solo ogni quindici giorni e ogni volta, quando ci allontaniamo da lei, riviviamo quella mattina in cui i carabinieri vennero a prenderla a casa».

Un passo indietro è doveroso. Perché se è vero che nelle 16 pagine della sentenza del Tribunale si pone molto l’accento «sull’eccessivo desiderio di genitorialità» della coppia, è altrettanto vero che esiste un antefatto, oggetto di una causa penale per abbandono dei minori. Viola aveva appena un mese quando venne notata piangere disperata, da sola, sull’auto del papà vicino a casa, a Mirabello, un paese di mille anime poco distante da Casale Monferrato. «Stavo scaricando la spesa, mentre mia moglie era andata a farsi una puntura, ma non ho mai perso di vista né la bimba, né l’auto» si difende Luigi Deambrosis.

«La bambina è rimasta sola sull’auto, non vigilata in modo costante, 40-45 minuti - scrivono i giudici -, il padre si è riavvicinato alla bambina senza mostrare allarme per il suo pianto e la madre, quando torna a casa, chiede al marito come sta la figlia, lui risponde bene senza dirle che è in auto, lei sale le scale e va al piano di sopra senza accertarsi della presenza e delle condizioni della figlia». Difesi dall’avvocato Giulio Calosso, i genitori di Viola affronteranno a febbraio l’udienza preliminare del processo per questa storia. Intanto insistono nel ribadire il «nostro amore incondizionato per nostra figlia». [...]

Leggi il seguito
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/420423/

L'articolo e i commenti sono pubblicati sul sito: Una via per Oriana
La responsabilità dei commenti è dei rispettivi autori.