Cristiani discriminati nelle carceri pakistane
Scritto il 19/11/11 alle 17:02:57 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
IslamVengono colpiti anche i bambini, costretti a rimanere in carcere insieme alle loro madri

I detenuti di fede cristiana nelle prigioni pakistane subiscono gravi discriminazioni. A richiamare l’attenzione sulla loro sorte è l’avvocato cattolico, Moazzam Aslam Bhatti, la cui testimonianza è stata raccolta dall’organizzazione Aiuto alla Chiesa che Soffre.

 Secondo il legale che lavora a Faisalabad, nella provincia del Punjab, i cristiani sono vittime di un diffuso pregiudizio. L’emarginazione si riscontra in tutti i settori della società pakistana ma nelle carceri la situazione è “particolarmente precaria”. “I cristiani sono svantaggiati nella distribuzione di cibo, vestiti e medicine, così come nella possibilità di esercitare la loro religione”, ha confidato l’avvocato che sta visitando i progetti sostenuti dall’organizzazione. “Questa situazione – ha aggiunto - deve cambiare”.

Secondo il legale, la maggioranza dei cristiani che vengono messi in stato d’accusa non può permettersi un avvocato a causa della loro povertà e bassa posizione sociale. Per migliorare la loro situazione, bisogna rafforzare l’assistenza legale. “È allarmante constatare – ha spiegato Moazzam Aslam Bhatti le cui parole sono state riprese dall’agenzia Zenit - che molte persone finite in carcere per reati minori avrebbero potuto essere rilasciate se fossero state in grado di pagare le multe inflitte a loro”. “Vengono colpiti anche i bambini, costretti a rimanere in carcere insieme alle loro madri”. Insieme con i padri Domenicani l’avvocato Moazzam Aslam Bhatti visita regolarmente i detenuti cristiani di Faisalabad e fornisce loro assistenza legale.

Secondo il padre domenicano Iftikhar Moon, responsabile della cura pastorale dei detenuti nella diocesi di Faisalabad, la città ha una popolazione carceraria di 5.000 persone. Almeno 100 detenuti sono di fede cristiana. Tra i cristiani detenuti c’è anche Imran Masih, condannato all’ergastolo nel gennaio del 2010 sulla base della controversa legge sulla blasfemia. L’uomo è stato accusato di aver bruciato pagine di una copia del Corano. (A.L.)

http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=538693

L'articolo e i commenti sono pubblicati sul sito: Una via per Oriana
La responsabilità dei commenti è dei rispettivi autori.