3 marocchini armati di sciabola per vendicare il torto subito
Scritto il 07/12/11 alle 14:16:39 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
ImmigrazioneCalci alla porta e minacce di morte
LUCCA, 06 dicembre - Una sciabola e un bicchiere. Questo aveva in mano uno dei tre aggressori di un ventunenne marocchino. Il fatto è avvenuto a Sant'Anna e ha visto protagonisti tre marocchini, due cugini di 26 e 24 anni che vivono ad Altopascio e uno di 21 anni, residente nel centro storico, tutti e tre già noti alle forze dell'ordine per piccoli reati. L'altro protagonista è un altro ventunenne, questa volta residente a Sant'Anna, che ha litigato con quello che vive nel centro storico perché accusato da quest'ultimo di avergli sottratto una forte somma di denaro.

Fosse vero o non fosse vero, il ragazzo di Sant'Anna ha negato tutto e la discussione, sebbene accesa, è finita con delle minacce. O per lo meno sembrava finita. Al contrario, il ventunenne ha pensato bene di farsi aiutare dai due cugini di Altopascio, suoi parenti, per vendicare il (presunto) torto subito.

E, così, i tre sono andati a casa dei giovane di Sant'Anna e hanno tentato di sfondare la porta a calci: grazie all'intervento del padre dei ragazzo, che ha minacciato di chiamare la polizia, i tre hanno lasciato perdere e, alla fine, dopo aver danneggiato a calci la porta, senza però essere riusciti ad entrare, si sono allontanati. Naturalmente, prima di andarsene, non hanno mancato di aggredire verbalmente anche il padre del ragazzo che continuava a dire che il figlio non era in casa. Lo hanno minacciato e gli hanno detto che sarebbero tornati a cercarlo per farlo fuori.

Il particolare inquietante della vicenda è che - come sostenuto dalla vittima dell'aggressione - il più grande dei tre aggressori era armato di sciabola e in mano aveva in bicchiere: un qualcosa davvero poco tranquillizzante, poiché nei Paesi nordafricani, per vendicarsi di affronti subiti da nemici, si è spesso ricorso al getto dell'acido sul volto della vittima.

Una volta raccolta la denuncia, grazie alla descrizione accurata delle fattezze dei tre e ai loro nomi di battesimo, la Squadra mobile lucchese è riuscita in brevissimo tempo a dare un nome e un volto ai tre aggressori, i quali hanno fatto perdere le proprie tracce e non sono stati trovati dalla polizia agli indirizzi che avevano usato recentemente. Mentre proseguono senza sosta le loro ricerche, per i tre è scattata la denuncia di minacce gravi.

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