Israele ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino |
| Scritto il 01/02/08 alle 12:49:29 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana |
la letteratura araba ideologizzata odia Israele autore: Valentina Colombo (ricercatrice) “Grande è stata la mia sorpresa quando ho saputo che la vostra Fiera ha invitato lo Stato di Israele come ospite d’onore e nell’occasione dei 60 anni dalla sua nascita, tanto più che insieme all’invito ho ricevuto la notizia del massacro a Gaza di 20 palestinesi”. Le parole sono dello scrittore arabo Ibrahim Nasrallah, nato in Giordania in un campo profughi palestinese, e sono contenute nella lettera in cui ha declinato l’invito alla Fiera del Libro di Torino. Da parte mia, nessuno stupore. Solo un’ennesima conferma dell’ideologizzazione del mondo intellettuale arabo. Lo choc e la delusione più grandi li avevo già subiti poco più di un anno fa quando ebbi modo di leggere sul quotidiano arabo internazionale “Asharq al-awsat” alcune dichiarazioni aberranti dello scrittore egiziano Ala al-Aswani. Quest’ultimo è l’ autore di “Palazzo Yacoubian”, uno dei romanzi più affascinanti della letteratura araba contemporanea, tradotto in molte lingue occidentali e non. Ebbene, al-Aswani nel momento in cui ha scoperto che era in corso una traduzione non autorizzata in ebraico del suo libro ha dichiarato di volere procedere per le vie legali. Fino a questo punto gli si potrebbe anche dare ragione. Tuttavia bisogna precisare bene le circostanze: l’autorizzazione era stata chiesta, ma l’autore non si era mai degnato di rispondere. Inoltre al quotidiano arabo al-Aswani aveva specificato che tutti i proventi dalla causa alla casa editrice israeliana li avrebbe versati… a Hamas! In seguito, in un’intervista rilasciata al Corriere Magazine, aveva affermato il suo appoggio alla causa degli Hezbollah libanesi. Al-Aswani è solo la punta dell’iceberg. Ho già sottolineato nell’Introduzione a “Basta! Musulmani contro l’estremismo islamico” (Mondadori 2007) che per verificare se un intellettuale musulmano, ma in modo particolare arabo, è veramente liberale bisogna porgli la domanda cruciale sul diritto di Israele all’esistenza e soprattutto esigere da parte sua la condanna esplicita e inequivocabile del terrorismo suicida. Solo allora potremo passare a un dialogo e a un confronto degni di questo nome. E quest’anno a Torino ne avremo la riprova. La Fiera del libro sarà una sorta di cartina al tornasole per stabilire chi rispetta la sacralità della vita altrui. Per tornare comunque alla lettera di Ibrahim Nasrallah in conclusione si legge: “Auspicherei che la direzione della Fiera cambi rotta e corregga l’errore di avere invitato lo Stato di Israele come ospite d’onore. […] Preghiamo piuttosto per una cultura della bellezza che ci accomuni”. A questo punto, seppur da innamorata della letteratura araba, mi chiedo come mai in Israele si provi ancora, nonostante gli attentati suicidi, il desiderio di tradurre e di conoscere l’altro. Come mai in Israele esista una casa editrice, Andalus, che traduce solo letteratura araba. E, fatto ancora più assurdo, come mai uno dei rari tentativi di tradurre la letteratura ebraica contemporanea in arabo sia da parte di una casa editrice con sede a Haifa ovvero in Israele. Scrivo tutto ciò con un sentimento di profonda rabbia perché così facendo il mondo intellettuale arabo rimarrà sempre monco, chiuso su se stesso e sulla propria ideologizzazione e la letteratura araba mancherà sempre di autori veramente liberi e aperti al confronto. Argomenti correlati Fetido alito bolscevico a Torino Annullamento della visita dell'imam alla Sinagoga di Roma FIERA DEL LIBRO: Appello contro il boicottaggio culturale ai danni di Israele |
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