Pubblicato il 13/10/09 alle 11:46:14 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
PROCESSI FARSA - Lo Stato non incassa l'ammenda e paga 1200 euro a dibattimento per giudice, avvocato e notifiche Un bluff la legge della Lega: preso e rilasciato, al processo non c'è mai. E poi altri 10 euro al giorno se l'immigrato finisce in un Centro PISA. Alle 9 e 10 il giudice di pace Armando Scotto entra in aula. Non è una mattinata di udienza come le altre perchè a Pisa, per la seconda volta, sul tavolo del giudice ci sono tre fascicoli che riguardano il reato di clandestinità introdotto con il pacchetto sicurezza licenziato a luglio ed entrato in vigore l' 8 agosto. Il primo procedimento pisano è stato discusso il 17 settembre proprio davanti a Scotto: imputati due tunisini. Veniva loro contestata la violazione dell'articolo 10 bis «ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato». I due - contumaci - sono stati condannati a 5mila euro (ciascuno) di ammenda. Il giudice ha respinto l'eccezione di costituzionalità presentata dalla difesa. In udienza. A ruolo, all'udienza del 1º ottobre, sono iscritti una dozzina di procedimenti e tre di questi riguardano appunto le violazioni del decreto legislativo 94/2009, articolo 10 bis: Saef Amoda, Faoizie Benali, Adil Zidan, marocchini, sono stati beccati insieme dalla polizia in una casa occupata abusivamente. Il 113 l'avevano chiamato alcuni cittadini che sospettavano un giro di spaccio. Ma alla fine, al posto della droga, sono stati trovati i tre stranieri "illegali". Niente permesso di soggiorno, niente casa, niente lavoro: sono stati istruiti tre diversi fascicoli e all'udienza si procederà separatamente. Imputati assenti. Loro, gli imputati, non ci sono. Finora in Italia, da quando viene applicato il 10 bis, nessun clandestino o quasi (è accaduto solo in pochissimi casi in Lombardia, ndr) è entrato in aula. «Signor giudice - si alza l'avvocato d'ufficio Iacopo Pagni di Santa Maria a Monte - eccepisco sulla mancanza di notifica all'imputato...» I clandestini non hanno reddito e quindi accedono al gratuito patrocinio: paga lo Stato, perchè ogni imputato ha diritto alla difesa. Legittimità costituzionale. «Signor giudice - prosegue l'avvocato Pagni dopo alcune eccezioni di tipo tecnico-procedurale - faccio riferimento alla legittimità costituzionale dell'articolo 10 bis...» Uguaglianza di fronte alla legge, libera circolazione delle persone, principio di solidarietà: la legittimità è stata sollevata da varie procure, come Bologna che aspetta per il 21 ottobre la decisione del coordinatore dei giudici di pace del capoluogo emiliano. Un giudice del Tribunale di Pesaro, nel frattempo, ha accolto un'eccezione analoga. Idem a Torino. «Per quanto riguarda la costituzionalità del 10 bis mi rimetto al giudice» dice il pubblico ministero onorario dottoressa Mosca. Che si oppone però ad alcune istanze tecniche presentate dal difensore. In camera di consiglio. Il giudice Scotto si ritira per decidere. Un quarto d'ora in camera di consiglio per rigettare tutte le eccezioni. Riprende l'udienza, viene dichiarata la contumacia dell'imputato Amoda, e viene aperto il dibattimento. Si dà lettura del capo d'imputazione, il pm chiede di sentire il testimone, un ispettore della questura di Pisa. Il difensore: «Signor giudice, chiedo i termini a difesa». Vengono accordati e si va verso il rinvio: l'udienza riprenderà alle ore 9 del 15 ottobre. Si accodano a quello di Amoda anche i fascicoli a carico di Benali e Zidan. Ma quanto mi costi. Per arrivare al rinvio c'è voluta più o meno un'ora. L'ispettore-testimone ha atteso pazientemente: dovrà ritornare il 15 e sarà sottratto per la seconda volta al "servizio attivo" da poliziotto. Torneranno in aula anche pm e il difensore d'ufficio che costerà allo Stato, quando ci saranno i soldi (di solito la notula viene saldata dopo un anno e mezzo), circa 5-600 euro. Costano poi le notifiche, il lavoro della Procura (che chiede la presentazione immediata del processo) e delle cancellerie, più 55 euro (circa) a sentenza per il giudice di pace. A tutto questo si sommano i costi legati all'identificazione certa. Perchè se lo straniero non ha i documenti diventa sedicente e deve essere accompagnato in un Centro di identificazione (Cie) dove può restare - sempre che ci sia posto - fino a sei mesi a spese dello Stato: calcolando anche 10 euro al giorno fra vitto e alloggio si arriva subito a 1.800 euro. In Toscana non esistono Cie e il "fermato" va accompagnato fuori regione: lievitano i costi sia in termini di tempo che di straordinari e missioni agli agenti che devono accompagnare il "fermato". E qualcuno ipotizza già che «se si continua così, alla fine ci volteremo dall'altra parte per fare finta di non vedere». Quando scatterà l'espulsione va aggiunto il prezzo del biglietto (spesso aereo) da consegnare allo straniero per tornare a casa. Lo Stato poi non incasserà nulla: perchè è vero che il 10 bis prevede un'ammenda da 5 a 10mila euro, ma l'imputato non pagherà mai. Alla fine le nuove norme sembrano avere grande effetto solo dal punto di vista mediatico. Nel concreto il risultato della nuova legge è praticamente nullo. Aumentano però i costi ed a pagare è lo Stato, cioè i cittadini.