Pubblicato il 20/11/09 alle 17:59:03 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Fini: Voto non sempre uguale democrazia, basti pensare a Hitler Roma, 19 nov (Velino) - “Oggi lo possiamo dire senza temere di essere smentiti: esportare la democrazia non vuol dire solo far svolgere le elezioni. La democrazia si afferma quando riescono a radicarsi valori come quelli contenuti nella Carta internazionale dei diritti dell’uomo. Del resto anche Hitler fu plebiscitariamente eletto dai tedeschi”. L’analisi di Gianfranco Fini - esposta alla presentazione del Rapporto di ricerca elaborato dalla fondazione dell’ex premier spagnolo Josè Maria Aznar, la Faes (la Fundacion para el analisis y los estudios sociales) “Europa: proposte di libertà” – non poteva cadere nel vuoto. Al contrario, la platea l’ha accolta con un applauso. Tanto che ai cronisti che gli chiedevano di sviluppare il concetto e se la sua considerazione potesse essere riferita anche alla politica di casa nostra – la terza carica dello Stato ha ammonito, scherzosamente: “Se lo riferite alla situazione italiana vi porto in tribunale”. Insomma, da parte di Fini non c’è - assicura - alcun colpo basso a Silvio Berlusconi né un accostamento numerico tra le elezioni tedesche del 1933 - il 5 marzo di quell’anno, Hitler ottenne il 43,9 per cento dei voti e superò la soglia del 50 per cento grazie all’apporto degli alleati tedesco-nazionali, che incassarono l’8 per cento - e quelle tenutesi di recente in Italia. Del resto la tesi sulla non-equivalenza tra elezioni e democrazia non è nuova: è stata sostenuta, tra gli altri, anche dall’ex segretario di Stato americano, Condolezza Rice, ed era riferita - ha spiegato Fini - al risultato delle consultazioni in Afghanistan, in Pakistan o in Iran. “Le elezioni non sono una garanzia sufficiente e non c’è un automatismo tra il voto e la democrazia”. [...]