Il partito dell’odio - Obiettivo dichiarato: esiliare Berlusconi
Pubblicato il 03/01/10 alle 13:15:29 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Il partito di Di Pietro ignora gli inviti alla moderazione del Capo dello Stato e l’esito delle urne. L’unico obiettivo è riservare al premier la stessa sorte toccata a Craxi 20 anni fa Notizia di agenzia di ieri pomeriggio. Parla Luigi de Magistris, eurodeputato dell’Italia dei Valori, già sostituto procuratore della Repubblica al tribunale di Catanzaro. De Magistris, che conosce le leggi e la Costituzione, sul suo blog avanza una proposta. In sintesi: «Garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l’Italia senza conseguenze».
E per fortuna che bisognava svelenire il clima. Moderazione, avevano detto i politici dopo l’aggressione a Silvio Berlusconi. Moderazione, aveva ripetuto il presidente Napolitano nel messaggio di fine anno. E il moderato de Magistris non si è fatto pregare. A quarantotto ore appena dal messaggio del capo dello Stato, tra il serio e il faceto ha proposto il suo “lodo” e ha pure specificato: lo faccio «per salvare il Paese da Berlusconi», perchè «nella patria liberata non ci saranno più scudi fiscali elodi ad personam, decreti razzistie leggi fondamentaliste». Segue un lungo elenco di presunti misfatti. Ovviamente, tutti con Berlusconi protagonista. Siamo all’esilio, che è notoriamente una misura molto moderata nonché democratica per combattere l’avversario politico. Sinonimi di esiliare: espellere, deportare, bandire, confinare, relegare, cacciare. Se volete, anche sfrattare, cancellare, eliminare.
SOLO NEI REGIMI Willy Brandt fu esiliato in Norvegia e Svezia. Si era in piena epoca nazista. Albert Einstein si autoesiliò negli Stati Uniti. E anche allora eravamo in periodo nazista. Lev Trotsky fu espulso dal partito comunista sovietico e deportato. Poi fu pure assassinato. Erano gli anni di Stalin,un buontempone che sulla coscienza si porta milioni di morti.
Anche Bettino Craxi se ne andò volontariamente in esilio, e lì ci lasciò la pelle. L’epoca, lo sappiamo tutti, era quella di Tangentopoli e di Antonio Di Pietro, poi diventato leader dell’Italia dei Valori, poi accoppiatosi, politicamente parlando, con don Luigino.
Oggi, anno di grazia 2010, il pio de Magistris torna al passato, remoto e anche un po’ recente, e propone di esiliare Silvio Berlusconi. Bontà sua, non suggerisce la Siberia o un campo di concentramento come destinazione finale. Con una punta di malriuscito umorismo, si limita a indicare le isole Cayman, magari in compagnia di Apicella e di una «graziosa signorina ». Il tutto da realizzarsi con un volo di Stato. E noi non sappiamo dirvi se ai comandi dell’aereo ci sarà Antonio Di Pietro o Beppe Grillo (detto per inciso: non sappiamo neppure se Tonino sappia guidare un aereo. Sulla guida del partito, però, qualche idea ce l’abbiamo, soprattutto dopo certe esternazioni). Spiacenti, non possiamo darvi lumi sul comandante: l’ex Pm non ha espresso preferenze in merito al pilota. Per lui ciò che conta è il viaggio. Ovviamente, di sola andata.
PROVE D’EQUILIBRIO Ve l’abbiamo detto, don Luigino l’eurodeputato è proprio un uomo moderato, un democratico doc: se un tizio non gli piace, lui non lo condanna alla decapitazione e neppure alla camera a gas. Estremamente democratico: carica il tizio su un aereo, si fa dare il via libera dalla torre di controllo e lo scarica in terra straniera. Una volta, per queste incombenze, c’erano i vagoni blindati. Nell’epoca della moderazione, meglio un aeroplano: è più veloce e dà meno nell’occhio. Oltretutto, l’esule non deve sopportare viaggi troppo lunghi e stressanti. Lo aveva detto il capo dello Stato: profilo basso, calma, niente smargiassate sui binari. E Luigi de Magistris, da buon rappresentante del popolo (quante qualità ha questo de Magistris), si è subito adeguato. E ha trovato pure estimatori.
Dal blog dell’eurodeputato. Scrive Gennaro Giugliano: «Mi sembra un ottimo Lodo, da condividere al 100%». Antonio Franco: «Vai, Luigi, continua così, insieme possiamo risollevare questo Paese che ha toccato il fondo». Matilde Muoio: «Condivido in pieno, solo che il Caimano non ci abbandonerà mai, purtroppo». Cristiano Ceppodomo, evidentemente reduce da un cenone di tutto rispetto: «Il “Lodo de Magistris” è una pietanza da divorare imbrattandosi mani e viso. Uno di quei manicaretti che appena li hai finiti ti viene voglia di digerire con un sonoro rutto». Angelo Secci: «Condivido solo al 99%... Perché lasciarlo impunito e libero? Ma sì, dai, purché ce lo leviamo di torno. Buon viaggio, Berlusca». Raphael Gabbarelli non è invece d’accordo. E sapete per quale motivo? Perché l’esilio di Berlusconi costituirebbe un precedente e permetterebbe «ai vari Tanzi, Gaucci e compagnia bella di rubare a man bassa e poi andarsene indisturbati». Chiosa finale: «Questa è gente che ha rovinato famiglie intere, derubato noi giovani del nostro futuro. E la lista potrebbe continuare. E poi non scordiamoci che mr. B ha un consenso spaventoso. I suoi elettori lo amano, non lo vogliono mica alle Cayman». Appunto.
ELETTORI SCONOSCIUTI Ma questo degli elettori, per de Magistris, a quanto pare è un tema sconosciuto. Lui è per l’esilio. Punto e basta, e chissenefrega delle urne e di tutto il resto. Lui sta con Beppe Grillo, il comico che promette: il 2010 sarà l’anno dell’elmetto e degli psicolabili organizzati. Lui è schierato con Antonio Di Pietro, che si è dato una parola d’ordine: mandare a casa chi occupa le istituzioni rifacendosi al modello piduista. Lui è quello che dice: «Quando io uso questo termine, il cosiddetto berlusconismo, intendo un virus che ha infettato la società e la politica». Lui, de Magistris, è la punta di diamante di quello che è stato ribattezzato il “partito dell’odio”. Oggi è il numero uno. Domani chissà. Di Pietro e Grillo prima o poi torneranno a parlare. Moderazione, avevano detto i politici. Moderazione, aveva chiesto il capo dello Stato. E moderatamente parlando noi vi chiediamo: ma voi, uno come de Magistris dove lo sbattereste? E lo mandereste da solo oppure in compagnia di Antonio Di Pietro e pure di Beppe Grillo? Non rispondete: moderazione. Qui ci vuole moderazione. P.S. Noi non lo manderemmo in nessun Paese specifico. Solo a quel paese.
Scritto il 22/12/11 alle 01:31:10 GMT pubblicato da Anonimo
"Il 'Lodo de Magistris' è una pietanza da divorare imbrattandosi mani e viso. Uno di quei manicaretti che appena li hai finiti ti viene voglia di digerire con un sonoro rutto. Alla luce di tutte le scorpacciate che si sono concessi(e continueranno a concedersi) il signor B e i suoi,penso non dovremmo essere così famelici. Noi non ci abbuffiamo, è questo che ci rende diversi da loro, noi RESISTIAMO. La concessione di questo lodo(credo sia una provocazione dato l'equilibrio che hai dimostrato negli anni) equivarrebbe a rinchiudere il sud Italia all'interno di una grossa gabbia per eliminare l'egemonia mafiosa. L'Italia deve essere libera tutta e tutti i cittadini con lei. Piuttosto inchiodiamolo/i alle proprie responsabilità, processiamolo/i e facciamoci risarcire per quello che ha dovuto patire la cosa pubblica in tutti questi anni. Teniamo lontane per sempre le mele marce dalla nostra dieta, cambiamo modo di agire e possibilmente cambiamo grossista."
Questo è il testo integrale scritto dal sottoscritto, Cristiano Ceppodomo come commento alla notizia del lodo sul blog di Luigi de Magistris che avete citato nel vostro 'articolo'. Intuisco non reperiate notizie col 'metodo Fabrizio Gatti' ma anche voi 'reporter' che su di una sedia e con un monitor di fronte dovreste APPROFONDIRE gli argomenti. Vengo cosí in aiuto alla vostra SUPERFICIALITA' esortandovi a leggere tutte le righe che compongono un periodo. Solo cosi potrete capirne i concetti. L'alternativa è pensare che la censura(come accade nei regimi da voi citati) sia frutto della vostra malafede.