Pubblicato il 01/03/11 alle 10:41:23 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Ong: ''Rischia l'impiccagione immediata'' Teheran, 1 mar. - (Adnkronos/Aki) - Javid Houtan Kian, l'avvocato dell'iraniana Sakineh Mohammadi Ashtiani, è stato condannato a morte e rischia l'impiccagione immediata. E' l'allarme che lancia il Comitato internazionale contro la lapidazione, secondo il quale l'uomo ha subito quattro condanne a morte, di cui tre revocate. La terza resta valida e potrebbe essere eseguita in tempi molto stretti.
Una fonte del Comitato ha riferito ad Aki-Adnkronos International che "ieri Houtan Kian ha avuto la possibilità di fare una telefonata dal carcere e ha contattato un conoscente a Tabriz, a cui ha chiesto di mobilitarsi e rivolgere un appello alla comunità internazionale per la sua salvezza".
Houtan Kian è stato arrestato il 10 ottobre 2010 insieme a Sajjad Ghaderzadeh, figlio di Sakineh, e a due giornalisti tedeschi (questi ultimi liberati due settimane fa) che li intervistavano a Tabriz sul caso della donna condannata alla lapidazione per adulterio e complicità nell'omicidio del marito. Rinchiuso in un primo momento nel carcere della città, l'avvocato stato poi trasferito nel famigerato carcere di Evin, a Teheran.
Secondo il Comitato, a Evin l'uomo ha subito maltrattamenti e torture e porta sul corpo i segni di ustioni, alcune provocate da mozziconi di sigarette. La sua esecuzione per impiccagione dovrebbe avvenire proprio nel carcere di Evin. Sua madre, residente negli Usa, è rientrata in Iran per ottenere la liberazione del figlio, ma finora non ha potuto incontrarlo. Il padre di Houtan Kian è invece stato impiccato nel 1981.
La condanna a morte di Houtan Kian, che ha difeso in passato anche numerosi prigionieri politici, secondo il Comitato è stata confermata dalle stesse autorità della Repubblica Islamica in occasione del rilascio dei due giornalisti tedeschi. "Chiediamo a tutte le organizzazioni per i diritti umani a livello locale e internazionale, a tutti i gruppi e induividui che si sono mobilitati per il caso di Sakineh, di chiedere con urgenza al regime il rilascio immediato sia di Houtan Kian che di Sakineh", si legge in una nota del Comitato. In alcune interviste ad AKI, poco prima del suo arresto, Houtan Kian aveva rivolto appelli all'Europa, al governo italiano e al Vaticano per la liberazione di Sakineh.