Pubblicato il 13/03/11 alle 19:49:09 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
La «mega-mobilitazione» era stata convocata per celebrare il sesto anniversario dell’avvio della «Rivoluzione dei Cedri» Il Libano che non vuole «sottomettersi al progetto iraniano» e che considera «illegali» le armi del movimento sciita anti-israeliano Hezbollah ha risposto oggi a Beirut, radunando nella centrale piazza dei Martiri alcune centinaia di migliaia di persone, per lo più cristiani e sunniti. La «mega-mobilitazione» era stata convocata per celebrare il sesto anniversario dell’avvio della «Rivoluzione dei Cedri», il 14 marzo 2005, seguita all’assassinio dell’ex premier Rafiq Hariri e preceduta al ritiro delle truppe siriane dal Libano dopo 29 anni di tutela.
Lo slogan del raduno, anticipato a oggi, domenica, nella speranza di portare in piazza «un milione di persone», non ha lasciato spazio ad ambiguità: «contro le armi illegittime» di Hezbollah. L’arsenale del movimento sciita filo-iraniano, che capeggia invece lo schieramento rivale appoggiato anche da Damasco, è da settimane l’obiettivo della campagna politica lanciata da Hariri e dai suoi due alleati maroniti, sostenuti da Usa e Arabia Saudita. In piazza erano presenti stamani anche centinaia di drusi «a titolo individuale» che hanno preso le distanze dal loro leader Walid Jumblat, ora alleato della Siria. «Non è impossibile opporsi alle loro (di Hezbollah) armi», ha detto Saad Hariri, primo ministro uscente, figlio ed erede politico del defunto ex premier, parlando in maniche di camicia dal palco della piazza.
«Chiediamo uno Stato in cui un unico esercito forte si opponga a Israele e non uno Stato in cui vi sia chi punti le armi contro il proprio popolo», ha aggiunto Hariri, riferendosi agli scontri che nel maggio 2008 avevano visto i miliziani di Hezbollah e i loro alleati scontrarsi per una settimana contro i rivali sunniti e drusi a Beirut e in altre zone del Paese (oltre 60 morti).