Pubblicato il 09/06/11 alle 14:58:09 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Tutta la rabbia delle vittime L a mancata estradizione e la successiva liberazione del terrorista pluriomicida Cesare Battisti ha sollevato una valanga di reazioni indignate in Italia. Berlusconi ha parlato di "profondo rammarico", ma la rabbia è stata espressa dall'intero arco politico. Dichiarazioni indignate e colme di dolore sono arrivate anche, e soprattutto, da chi è stato colpito più duramente dagli schiaffi brasiliani: i familiari delle vittime del terrorista dei Pac.
"Decisione assurda" - "Non so cosa dire, è una decisione assurda che va oltre ogni limite di ragionevolezza". Così Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 a Milano dai Proletari armati per il comunismo di Cesare Battisti, ha commentato il 'no' all’estradizione del terrorista rosso. Alberto, che nell’agguato venne colpito da una pallottola sfuggita nella colluttazione al padre Pierluigi Torregiani e da allora è sulla sedia a rotelle, non ha molte parole per commentare il verdetto del Tribunale federale brasiliano. Ma ha una certezza: "Non mi fermo sicuramente qui. Oggi mi consulterò con gli avvocati, sono pronto a rivolgermi anche alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, ma è giusto che Battisti paghi per i suoi crimini. Stanotte non ho chiuso occhio - ha proseguito - sono confuso, sconvolto. Ma so che non mi fermerò, andrò avanti affinchè venga fatta giustizia. La decisione delle Corte Suprema me l’aspettavo - ammette - ma ora che è arrivata è molto più amara di quanto temessi".
"Schiaffo morale" - "E' stato uno schiaffo morale allo Stato di diritto". Queste le parole scelte da Maurizio Campagna, fratello di Andrea, assassinato da Cesare Battisti nel sempre nel 1979. "Provo molto rammarico, poiché l’ultima valutazione del tribunale ci aveva dato ragione. Quando entra la politica nella giustizia...". Per Campagna: "Bisogna andare avanti", in quanto Battisti è un delinquente, un assassino, un terrorista, perché di ex non ha nulla".
Frattini - Per il minitro degli Esteri, Franco Frattini, nella decisione sulla scarcerazione di Cesare Battisti "è prevalsa la politica sul diritto. Il Brasile ha fatto prevalere una valutazione politica nazionale sulle ragioni dell’accordo Italia-Brasile che avrebbe obbligato all’estradizione. Purtroppo il primo tempo - ha proseguito il titolare della Farnesina - lo ha vinto il terrorismo e lo ha perso la comunità dei Paesi che pensano che nessuno debba aiutare il terrorismo". Frattini ha comunque assicurato che l'Italia presenterà il ricorso alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja (ricorso già presentato): "La Corte - ha spiegato - potrebbe agire in pochi mesi". Il ministro ha continuato sottolineando come "sarebbe una vergogna" se Cesare Battisti, appena scarcerato in Brasile, si facesse vedere in giro ostentando la ritrovata libertà. "A reagire sarebbero per primi i brasiliani". [...]