Pubblicato il 28/12/11 alle 16:13:49 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
In diverse parti del mondo i musulmani ammazzano i cristiani. Però ad essere infamati sono questi ultimi. Evidentemente qualcosa non va. Svegliamoci! Uccidono in modo vigliacco proprio durante i giorni in cui più forte è la partecipazione religiosa e più vivo è l’affetto familiare. I fondamentalisti islamici non hanno pietà per i cristiani. Le stragi avvenute il giorno di Natale in Nigeria stanno a testimoniare ancora una volta che c’è una guerra in corso, uno scontro frontale, dove sono ben delineati i ruoli di carnefice e di vittima.
Gli assassini sono sempre loro, i musulmani. Non importa a che gruppo appartengono, non importa se sono più o meno estremisti. Sono islamici, punto, e la loro religione, il loro testo sacro, dicono chiaramente che bisogna scannare gli infedeli che non si convertono. Le vittime sono i cristiani. Certo, a volte vengono colpiti anche gli ebrei, ma pur facendo le debite proporzioni, sono i primi a pagare il prezzo più alto del fondamentalismo maomettano. Le persecuzioni verso la Chiesa cattolica e le altre comunità cristiane continuano ad andare molto di moda anche in questo primo scorcio di XXI secolo.
Tuttavia, nessuno ne parla, nessuno se ne accorge, nessuno si indigna, nessuno agisce per contrastare questo trend. A volte, anche da parte delle autorità religiose si sceglie la strada di un assordante silenzio. Il tutto per non compromettere il vero dogma della nostra epoca: il dialogo. Eppure ormai dovremmo esserci resi conto che dialogare non serve a niente. Anzi, è una manifestazione di debolezza. Con certa gente bisogna usare il pugno di ferro e mostrare i muscoli. Cedere all’irenismo e al politicamente corretto significa suicidarsi. E siccome occorre salvaguardare prima di tutto il bene comune, non si può più tacere.
Stragi come quelle avvenute in Nigeria non devono ripetersi. Probabilmente è giunto il momento della “difesa fai-da-te”. Contare sulla comunità internazionale non solo è utopico, ma è addirittura controproducente. L’abbiamo visto nel caso della presunta primavera araba, la quale altro non era che l’inizio di un lungo inverno. In Egitto e Tunisia, alle elezioni, hanno infatti vinto i partiti legati alla Fratellanza musulmana: i media e i politici occidentali li definiscono moderati, ma la realtà è ben diversa. Si tratta di formazioni furbe: apparentemente si mostrano accondiscendenti, ma nella sostanza sono estremiste. Quel che si è verificato al Cairo e a Tunisi si ripeterà sicuramente anche a Tripoli. E a rimetterci saranno prima di tutti proprio i cristiani. In fondo, è quel che è successo dopo la guerra in Iraq, quella guerra giacobina dichiarata per esportare la democrazia e quest’anno imitata da Sarkozy contro Gheddafi. Con Saddam Hussein i cristiani vivevano decentemente, mentre oggi emigrano disperati, perché la vita per essi è diventata impossibile.
Ad essere complottisti si direbbe che ogni cosa sia stata progettata a tavolino da chi vuole cancellare la Chiesa dalla faccia della terra e ridurla all’irrilevanza. Oppure da chi vuole seminare discordia e creare uno scontro di civiltà per trarne chissà quale vantaggio. Restando invece più a terra, senza elaborare tante congetture, quel che si vede è molto chiaro. In diverse parti del mondo i musulmani ammazzano i cristiani. Però ad essere infamati sono questi ultimi. Evidentemente qualcosa non va. Svegliamoci!