Dante a scuola: sì o no? La questione si è zittita, ma il polverone resta

24 apr – È recente la richiesta del Gherush92 assieme ad alcuni membri del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite di abolire la Divina Commedia dai progetti scolastici notificando il contenuto di frasi offensive, contro l’Islam, razziste, omofobe, e antisemite tra alcune famose terzine di Dante Alighieri.

Le organizzazioni, formate da ricercatori e professori, sostengono che il poema dovrebbe essere eliminato dai libri di scuola o, quanto meno, letto con dovute accortezze. Ad esempio, dichiarano che nel canto XXXIV dell’Inferno (tappa obbligatoria di studio), uno dei più importanti traditori di Cristo viene mangiato da una delle tre bocche di Lucifero. Egli è il Giuda dei Vangeli, che per antonomasia è persona falsa e infedele ma anche fonte dell’antisemitismo. Eppure anche Gesù, Maria e i discepoli erano ebrei… dovremmo dunque togliere anche loro? E molti altri sono gli episodi che puntualmente vengono accusati di politically scorrect.

Al giorno d’oggi il razzismo, l’omofobia, l’islam fobia e l’antisemitismo sono considerati crimini ma dobbiamo anche tenere conto che al tempo di Dante le cose non erano esattamente così e forse non potremmo vedere le cose di allora con gli occhi di oggi. Su questo fatto si è pronunciato anche Alessandro D’Avenia, scrittore dottorato il Lettere.

Alla frase di Gherush92 “Studiando la Divina Commedia i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un’opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti” Risponde D’Avenia “Io sono un professore, mica una SS. Chissà se chi avanza queste «purificazioni» dantesche ha mai aperto i commenti alla Commedia in uso nelle scuole, o se ha aperto anche la Commedia. Per rimanere in tema: Giuda all’Inferno è insieme a Bruto e Cassio. Giuda è punito come esemplare traditore in ambito spirituale (Cristo è fondatore della Chiesa) così come Bruto e Cassio in ambito politico (per Dante, Cesare è il primo Imperatore). Siamo infatti tra i traditori. Qualsiasi commento serio e professore sano di mente questo lo sa e lo spiega. Non ne approfitta certo per fare apologia nazista”.

La questione si è zittita nell’arco di poco, ma il polverone resta. Non cala l’attenzione degli studenti sulla Commedia, aspettano ansiosi di scoprire la risposta a questo problema, tra il sollievi di alcuni e il dispiaceri di altri.

Maria Sofia Rizzi
Istituto Salesiano Bearzi
Udine

dire giovani

http://www.diregiovani.it/concorsi/concorsi-2012/articoli/12468-dante-a-scuola-si-o-no.dg



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