Il nuovo parco giochi di Tonfano intitolato alla Fallaci

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Il nuovo parco sportivo di via Alfredo Catalani intitolato ad Oriana Fallaci e dedicato a tutte le donne e bambini vittime di violenza. Sarà inaugurato lunedì (2 ottobre), alle 16,30, il parco giochi di Tonfano, il terzo realizzato dall’amministrazione comunale di Pietrasanta in appena due anni nell’ambito del progetto Più parchi, Più sorrisi (gli altri due sono Piazza Versilia e quartiere Accademia), il 19esimo attivo sul territorio cittadino, è frutto dell’idea del consigliere Daniele Taccola e del lavoro dell’assessorato allo sport di Andrea Cosci e dell’assessorato ai lavori pubblici di Simone Tartarini. […]

Lo scrive www.luccaindiretta.it

Ed è sulla scia dell’intitolazione ad Oriana Fallaci, su proposta di Daniele Taccola, che aveva dedicato parte della sua vita a raccontare la condizione delle donne in Oriente (Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna), che l’amministrazione comunala ha deciso di installare, proprio nel parco di via Catalani, le due panchine, una bianca ed una rossa appunto, per sensibilizzare i giovani e la comunità ad un tema purtroppo sempre di più stretta attualità. Le due panchine rappresentano un no alla forza fisica, psicologica ed economica esercitata sulle donne e sui loro figli. Un segnale in linea con l’entrata del Comune di Pietrasanta nel tavolo di rete voluto dalla Casa delle Donne di Viareggio e nella commissione pari opportunità della Provincia di Lucca. L’idea è dell’assessore alle pari opportunità, Lora Santini.

L’intitolazione del nuovo parco di via Catalani ad Oriana Fallaci è piaciuta molto anche al consigliere di Pietrasanta prima di tutto, Alessandro Ronchi.

Oriana – ha detto Ronchi – è stata una donna eccezionale. Dura ma sensibile. Attratta dalla solitudine. Il suo coraggio era autentico e feroce come ha dimostrato nella sua professione e nella sua vita personale affrontando anche l’ultima battaglia contro il cancro che l’ha uccisa ma non sconfitta. Credo che nessuno come lei abbia difeso la nostra cultura e tradizione. E credo anche che tutti noi dovremo chiederle scusa dopo averla lasciata sola per la paura della verità delle sue parole. Il suo lavoro è sotto gli occhi di tutto. Ha intervistato i più potenti del mondo e negli Stati Uniti, dove noi l’abbiamo abbandonato, le hanno dato una laurea ad honorem in letteratura. Peccato che in Italia si siano ricordati di lei 20 anni dopo la morte. Sono felice che Pietrasanta abbia avuto la sensibilità che altre realtà non hanno avuto”.



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