In Bahrain il record mondiale dei gas lacrimogeni contro il popolo

Nasser Bin Hamad

“Nei 100 anni di storia dell’uso dei gas lacrimogeni, non c’è un solo altro esempio di un paese che abbia  così continuativamente attaccato il suo popolo con questi agenti chimici tossici”.

È categorico Richard Sollom, vicedirettore di Phisycians for Human Rights e autore del rapporto “I gas lacrimogeni come arma: uso senza precedenti in Bahrain di agenti chimici tossici contro i civili”, pubblicato il 1° agosto: 60 pagine, oltre 100 testimonianze, racconti di manifestanti feriti, accecati e anche uccisi nel corso delle proteste, in larga parte non violente, in corso da 18 mesi nel regno del Golfo persico.

I gas lacrimogeni, un concentrato di a volte anche 15 agenti chimici altamente tossici, sono considerati per lo più uno strumento non letale per disperdere la folla. Già in circostanze del genere, inalarli o entrarvi in contatto non è piacevole.

Ma quando vengono volontariamente sparati dentro le automobili, nelle abitazioni o in luoghi pubblici ma circondati da edifici o con scarsa ventilazione, oppure quando deliberatamente vengono lanciati contro le persone, gli effetti possono essere gravissimi: danni permanenti all’apparato respiratorio, alla pelle o agli occhi, aborti, decessi.

Di casi del genere, il rapporto redatto da Sollom insieme alla coautrice Holly Atkinson ne contiene parecchi.

Come quello di un minorenne che ha perso l’occhio sinistro, centrato da un candelotto sparatogli da distanza ravvicinata; o quello di un passante che, con la stessa modalità, ha avuto un’emorragia cerebrale e una frattura al cranio; e, ancora, quello di un asmatico deceduto in ospedale dopo aver inalato i gas lacrimogeni.

Fonti mediche citate dal rapporto hanno evidenziato un aumento dei casi di aborto nelle zone in cui i gas lacrimogeni vengono usati in modo più massiccio.

Sollom è andato a presentare il suo rapporto al Congresso Usa, destando un certo scandalo nel paese che  è il più stretto e strenuo protettore della dinastia reale bahrainita (il paese ospita anche la Quinta flotta della marina statunitense, che pattuglia il Golfo persico).  Durante l’audizione, ha parlato di “un torrente di questi agenti chimici che dal febbraio 2011 ha colpito uomini, donne, bambini, anziani e infermi”.

Gli Usa hanno da tempo sospeso i trasferimenti di gas lacrimogeni al Bahrain ma le forniture degli anni precedenti devono essere ancora in uso. Qui infatti potete esaminare alcuni dei modelli di gas lacrimogeni usati dalle forze di sicurezza nell’ultimo anno e mezzo e anche la loro provenienza. In alcune immagini, non si vedono scritte: secondo gli attivisti per i diritti umani del Bahrain, ultimamente le forze di sicurezza provvedono a cancellare le informazioni sulla provenienza dei gas lacrimogeni, prima di usarli.

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/08/05/bahrain-mai-usati-cosi-tanti-gas-lacrimogeni-in-100-anni/



        

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