Kashmir indiano: cristiani arrestati perché “promuovono inimicizia”

Srinagar (AsiaNews) – Accusati di “promuovere inimicizia” e arrestati, perché distribuivano opuscoli: è accaduto a una coppia cristiana nella città di Bandipora (Jammu e Kashmir). Secondo la polizia dello Stato, Mafford Maharaj Singh, 62 anni, e sua moglie Kusum, 60, insieme a una ragazza del luogo hanno disturbato gli avventori del mercato cittadino, i quali hanno iniziato a gridare attirando gli agenti.

I figli della coppia, originaria di New Delhi, raccontano una versione del tutto diversa: “I nostri genitori sono andati a Srinagar il 16 aprile scorso per partecipare a un matrimonio. Il giorno seguente, mentre facevano delle compere al mercato, parlando con un venditore nostro padre ha detto di essere cristiano: sono stati insultati, picchiati e infine arrestati dalla polizia locale“.

Gli agenti hanno dichiarato di aver arrestato i due “come precauzione, per evitare che creassero tensioni nella zona”. Intanto però, il caso è stato registrato sotto l’art.153A (promuovere inimicizia tra gruppi su base di religione, razza, luogo di nascita, residenza ecc.) del Ranbir Penal Code. In base a questo articolo, la legge prevede la prigione fino a  tre anni, una multa o entrambi. In caso di offesa su base religiosa, la pena può essere estesa fino a cinque anni di carcere.

Per Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), l’arresto testimonia la “crescente pressione a cui sono sottoposti i cristiani kashmiri dalla maggioranza musulmana. Da quando gli imam locali hanno deciso di stroncare ogni fitna [qualunque cosa possa turbare la fede di un musulmano, ndr], la vita per la minoranza cristiana è sempre più difficile”.

È di sei mesi fa il caso del rev. Chander Mani Khanna, pastore anglicano della All Saints Church, arrestato per aver battezzato sette giovani musulmani, grazie alle accuse mosse da un tribunale islamico (che non ha autorità legale in India, ndr).

Oggi Mirwaiz Umar Farooq, presidente della All Parties Hurriyat Conference (coalizione moderata che lotta per l’indipendenza del Kashmir dall’India), ha lanciato un sito internet che dovrebbe controllare le presunte conversioni di giovani kashmiri al cristianesimo. “Questo – denuncia Sajan George – è in realtà un tentativo di monitorare le attività dei missionari”.

http://goo.gl/eWPra



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