Nove tristi anni senza Oriana Fallaci

Mercoledì 16 settembre 2015 – Senza santi in Paradiso – Redazione SUD, Area industriale Porto Gioia Tauro

di Nino Spirlì

Oggi Gabriella avrebbe festeggiato i suoi 45 anni, ma il cancro non glielo ha permesso. In questa terra di Calabria avvelenata dai rifiuti tossici, si muore giovanissimi e festeggiare sta diventando un lusso per ogni famiglia.

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Del resto, l’Italia tutta sta rischiando di non festeggiare più. Ogni festa potrebbe offendere chi ci sta invadendo e accampa diritti, come se gli Eroi che si sono immolati nei millenni su questa terra siano stati spazzatura d’umanità.

E non c’è Cristo che tenga!

Sono anni che sciami di genitori infedeli e stranieri in Italia tentano di sfrattare il Crocifisso dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici. Anni che si fatica a costruire Presepi in onore del nostro Dio di misericordia; quel meraviglioso Dio, Figlio di Donna e Padre di questi secoli di libertà, coscienza e progresso. Anni che si lotta, quotidianamente, per restare vivi fra vili attentati e spietati omicidi, stupri, rapine e violenze d’ogni sorta. Anni duri. Intrisi di sangue innocente, versato per colpa e volontà di un islam che, come dice Erdogan stesso, non conosce moderazione. L’islam è islam. O non lo è.

Non si salva, dall’islam, chi islamico non è. Non si salva il cristiano, né l’ebreo. Non si salva Buddha, né il libero pensatore. Non trova pietà l’omosessuale, l’artista, la scienza. Non merita il perdono (di chi?) chi non ama più il proprio uomo (e non la propria donna). Non è libero chi studia.

Fatica a sopravvivere alle offese e agli insulti chi difende la propria radice, la propria dignità, la propria santa famiglia. Chi tutela se stesso e i propri diritti umani, civili, sociali.

Fallaci lo aveva previsto e predetto: caleremo le braghe davanti alla religione più spietata del pianeta. Stiamo regalando millenni di arte, progresso, ricerca, libertà, senza ricevere un grazie. Usano quanto abbiamo creato, ce lo strappano di mano, ne approfittano a loro piacere, ne fanno tappezzeria per le proprie vite senza conoscerne l’alto valore.

Sbarcano sulle nostre coste, giovani e forti, pronti a piantarsi come querce e fare foglie, fiori, semi e piante nuove. Mandano le donne e i bambini per conquistare senza sparare. Pretendono ospitalità, pane e lavoro. Ridono dei nostri poveri e della nostra disponibilità. Si alleano coi peggiori e, assieme, si prendono le nostre case e le nostre piazze.

 I più cretini, fra noi, spalancano le braccia colpevoli, giusto per purificarsi degli errori commessi e dei rimorsi personali: giocano a far santa la propria vita, a danno di quella dei propri figli. Mortificano chi non ci sta a farsi sventrare dal pugnale saraceno. Irridono i misteri della Fede e la difesa della tradizione e del buonsenso. Si vendono come troie fra le sterpaglie. Senza ritegno. Senza sogno di futuro.

Muore l’Occidente. Muore Cristo, crocifisso ancora una volta. Muore la Libertà e la Fantasia.

O si ribella

Fra me e me. Ringraziando Dio di essere più vicino all’uscita che all’entrata…

(sfogo ignorante e senza citazioni sociopolitiche, a conforto del popolo basso)

dal blog di Nino Spirlì  –  il giornale

Ecco il suo sito: www.ninospirli.it



        

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