Oriana Fallaci, la regina del giornalismo

Storia di una donna amata e odiata: i suoi 12 libri hanno venduto 20 milioni di copie in tutto il mondo

ORIANA

Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre

“Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è, (nell’ordine): un imbecille, un disonesto, un fanatico. Il fanatismo è il primo nemico della libertà di pensiero. E a questo credo io mi piegherò sempre, per questo credo io pagherò sempre: ignorando orgogliosamente chi non capisce o chi per i suoi interessi e le sue ideologie finge di non capire”

MILANO – Negli ultimi anni della sua vita è stata al centro di feroci polemiche. E’ stata messa all’indice per aver espresso pensieri scomodi e discutibili. E’ stata messa all’indice per aver detto semplicemente quello che pensava, giusto o sbagliato che sia. Oriana Fallaci ha sempre fieramente combattuto ogni tipo di conformismo, ha sempre lottato per essere intellettualmente libera ribadendo le sue convinzioni anche quando (forse) non era il caso di dirle con il suo stile: duro, inesorabile e tagliente. E’ stata una delle prime giornaliste ad occuparsi di cronaca nera nel primo dopoguerra, quando era materia esclusiva dei colleghi maschi. E’ stata la prima donna ad essere inviata di guerra. […]

  Anni Cinquanta: L’incontro con il giornalismo

Dopo aver frequentato il liceo classico “Galileo” la Fallaci si iscrisse alla facoltà di medicina che lasciò ben presto per dedicarsi al giornalismo esortata dallo zio Bruno Fallaci, egli stesso giornalista e direttore di settimanali.

Esordì al Mattino dell’Italia centrale, quotidiano di ispirazione cristiana, dove si occupò di svariati argomenti, dalla cronaca nera, alla cronaca giudiziaria al costume. Fu licenziata dal quotidiano perché si rifiutò di scrivere un articolo a favore di Palmiro Togliatti, come le aveva ingiunto il direttore. Successivamente la Fallaci si trasferì a Milano per lavorare al settimanale Epoca di Mondadori allora diretto da suo zio Bruno Fallaci che per non favorirla le affidava degli “incarichi infami”. Nel 1951 venne invece pubblicato il suo primo articolo per L’Europeo, per il quale si occupava di modernità, mondanità, ma anche di cronaca nera. Nel luglio 1956 Oriana Fallaci giunse per la prima volta a New York per scrivere dei divi del mondo del cinema. Da quest’esperienza venne tratto il suo primo libro, “I sette peccati di Hollywood”, dove racconta i retroscena della vita folle della settima arte. La prefazione del libro è scritta da Orson Welles.

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