Oriana Fallaci: “Noi non stiamo come lucertole al sole”

Solo lei ha potuto dire: “Se mai qualcuno scriverà la mia vita, un giorno, questa persona sarò io e nessun altro”.

 

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di Elena Inversetti per www.lecodelsud.it
 

Per questo l’editore storico di Oriana Fallaci – Rizzoli – ha raccolto i suoi spunti biografici in una cronaca appassionata che ricorda l’infanzia partigiana: “La mia fanciullezza è piena di eroi perché ho avuto il privilegio di esser bambina in un periodo glorioso”, e ripercorre la carriera giornalistica dei reportage di guerra e delle grandi interviste: “Ho potuto vivere come un tarlo dentro la Storia. Vivere la Storia nell’attimo stesso in cui essa si svolge. Testimoniare le nefandezze della guerra e le porcherie della pace”.

E poi il tragico amore con Alekos Panagulis, “La Rabbia e l’Orgoglio” l’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle e la battaglia finale contro il cancro: “Se non ce le avessi, queste tre cicatrici, mi sentirei infinitamente più povera. Perché mi domanderei ancora a cosa serve nascere a cosa serve morire, e la morte di tutti gli uomini che ho visto morire per mano degli uomini mi sembrerebbe inutile, e me ne starei come una lucertola al sole, indifferente immobile intenta solo a sbadigliare sulla mia letargia”.

Forte, tenace, tostissima. L’Oriana. Lo sappiamo tutti ormai. Appassionata dell’umano. Altera e antipatica. Eppure queste note biografiche svelano aspetti di tenerezza e consapevolezza fino ad oggi inedite: “Perché, quando si vede tutto quello che ho visto, e tutti quelli che sono stati in Vietnam, abbiamo visto, il massacro, l’assassinio, il crimine della guerra, quando si è visto tutto questo, non ci si può non credere nell’uomo, perché se non ci si crede, se non lo si difende, se non lo si ama, si torna a casa e veramente si tirano le bombe ai bambini”. In una frase ecco il testamento di una protagonista in prima linea della nostra storia che ci ha insegnato ad affrontare la paura con il coraggio e la determinazione di chi vuole vivere nel mondo, senza filtri né maschere.

La verità e la libertà fanno paura, spesso, e anche Oriana ci confida di averne avuta molta, non solo sul fronte di guerra o l’11 settembre, ma anche nel testimoniare l’ordinarietà del dolore che tutti colpisce. “E tu non hai paura?” Chiedeva ai colleghi in Vietnam.

E noi abbiamo paura di esporci in questo mondo in lotta perenne? Sì. Eppure dopo la paura, oltre lo smarrimento, prima della disperazione, resta il coraggio. Possibile per tutti. Come Oriana Fallaci ci ha insegnato.

“Solo io posso scrivere la mia storia. Autoritratto di una donna scomoda” di Oriana Fallaci – Rizzoli editore, 2016.



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