Oriana Fallaci “Si dà il caso invece che io sia davvero uno scrittore”

Da tre mesi e mezzo dialogo con un morto e vivo immersa nei sortilegi”:
le lettere di Oriana Fallaci raccontano la genesi – tra strazio e rivolta – di “Un uomo”, il libro più grande di una grandissima.
De Piante Editore pubblica l’epistolario inedito tra Oriana Fallaci e Sergio Pautasso:

“Si dà il caso invece che io sia davvero uno scrittore”

febbraio 2018
postfazione di Guido Andrea Pautasso
sovraccoperta d’artista di Luca Pignatelli

Nelle lettere inedite della Fallaci a Sergio Pautasso, la genesi, violenta e appassionante, di ‘Un uomo’.

Il libro. Il primo maggio del 1976 muore, in un incidente stradale dai contorni enigmatici, Alexandros ‘Alekos’ Panagulis. Il politico. Il poeta. Il rivoluzionario. L’eroe. L’amato da Oriana Fallaci.

A quell’epoca la Fallaci è già la più grande interprete del giornalismo in Italia, e ha già scritto alcuni dei libri più noti, Intervista con la storia (1974) e Lettera a un bambino mai nato (1975). La morte di ‘Alekos’ la devasta e le impone un compito gravoso, assoluto: Oriana Fallaci intende scrivere la vita di Panagulis, perché sia memorabile ed eterna. Ancora di più, Oriana, “inevitabilmente uno scrittore, irrimediabilmente uno scrittore”, vuole scrivere il libro decisivo, il più bello che abbia mai scritto. “Tu sai meglio di me che questo libro è una delle cose più difficili cui uno scrittore potesse accingersi. Lo è non solo per la complessità del personaggio che racconto, ma perché questo personaggio non lo guardo con distacco, è la creatura che ho amato di più nella mia vita e che è morta appena quattro mesi fa” : così la Fallaci scrive a Sergio Pautasso, raffinato intellettuale, all’epoca direttore letterario della Rizzoli, la casa editrice di Oriana.

In quelle lettere, scritte tra il 1976 e il 1977, finora inedite e recuperate grazie alla cura di Guido Andrea Pautasso, è narrata la genesi, tormentata, dolorosa, di Un uomo , il libro più intimo e più grande di Oriana Fallaci. Mentre dialoga con il fantasma di ‘Alekos’ ( “Da tre mesi e mezzo sono ferma a questo tavolino, quassù in cima a un monte, senza dia logare con nessuno fuorché con me stessa e il fantasma di un morto” ), la Fallaci se la prende con tutti, con Rizzoli, reo di non capirla (“i Rizzoli non amano la letteratura. Si sa”) , con il sistema editoriale (fino a punte di sublime isteria, quando giudica Cassola e Ladolfi “pompose mediocrità”, ad esempio) , con la connaturata falsità del genere umano (“non sono considerata uno scrittore ma una gallina dalle uova d’oro”) , con il mondo e con la Storia.

Suo ‘confessore’, durante lo spietato concepimento del libro che renderà Oriana una delle scrittrici più potenti del secondo Novecento, Pautasso, che “mi assisterà nel corso di questo lungo e importante lavoro e sotto ogni aspetto provvederà a risolvere eventuali problemi” (così in una lettera di intenti della Fallaci, il 27 luglio 1976). Un uomo, pubblicato nel 1979, sarà un successo mondiale. Oriana vince la sua sfida. In queste lettere, la testimonianza sconvolgente, da dietro le quinte, di una donna assoluta, che non ha assolto nessuno. Neanche sé stessa.

Lei chi è. Oriana Fallaci ( 1929 – 2006) è riconosciuta come uno dei più grandi e influenti giornalisti italiani di sempre. Da Intervista con la storia (1974) a La rabbia e l’orgoglio (2001) e La forza della ragione (2004), i suoi libri hanno scosso l’intelligenza occidentale , fomentan do polemiche . Additata come Cassandra, come amazzone, come profetessa di sventura e di speranza , la Fallaci è stata, soprattutto, sopraffina scrittrice. Da Penelope alla guerra (1962) a Un cappello pieno di ciliegie (2008), la qualità narrativa della Fallaci è indiscutibile e si esalta, soprattutto, in libri che hanno fatto la storia come Lettera a un bambino mai nato (1975), Un uomo (1979), Insciallah (1990).



        

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