Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione

Ogni nostro gesto è un atto di guerra. Ogni nostra azione quotidiana è una forma di guerra che esercitiamo contro qualcuno o qualcosa.

La guerra non è una maledizione insita nella nostra natura: è una maledizione insita nella Vita. Non ci si sottrae alla guerra perché la guerra fa parte della Vita.

Se dici la tua sul Vaticano, sulla Chiesa Cattolica, sui Papa, sulla Madonna, su Gesù, sui Santi, non ti succede nulla. Ma se fai lo stesso con l’Islam, col Corano, con Maometto, coi figli di Allah, diventi razzista e xenofobo e blasfemo e compi una discriminazione razziale.

L’intelligenza non ha confini, riesce sempre a penetrare il muro dell’idiozia costituzionalizzata.

Vivere è molto difficile, morire è sempre un dispiacere, e il concetto d’un Dio che aiuta ad affrontare le due imprese può dare un sollievo infinito: lo capisco bene.

Ove c’è raziocinio c’è scelta, ove c’è scelta c’è libertà.

I mediocri del Politically Correct negano sempre il merito. Sostituiscono sempre la qualità con la quantità.

Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l’Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l’affogar dentro lo stagno, è contro Ragione.

Io non scrivo per divertimento o per soldi. Scrivo per dovere.

Per vivere ci vuole passione.

da “La forza della ragione”  2004



        

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